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COVID-19 :i trattamenti delle riduzioni orarie alla luce delle prime indicazioni dell'INPS

L’emergenza sanitaria in corso ha messo numerosi imprenditori e numerosi professionisti che li assistono di fronte l’esigenza di riorganizzarsi per meglio fronteggiare insieme questa temporanea fase aziendale e meglio sfruttare tutti gli strumenti che il Legislatore ci ha messo a disposizione anche alla luce dell’ultimo Decreto “Cura Italia”.

Questo articolo vuol essere un breve riepilogo delle principali disposizioni previste dal D.L. 18/2020 in materia di integrazione salariale, congedi parentali ed estensione dei permessi ex L. 104/92 alla luce delle prime indicazioni interpretative fornite dall'INPS che anticipano l'operatività delle disposizioni con la pubblicazione delle relative circolari. 

Cassa integrazione ordinaria con causale “COVID-19 nazionale”
Il trattamento è accessibile ai lavoratori dipendenti in essere alla data del 23 febbraio 2020 presso datori di lavoro che versano il relativo contributo obbligatorio per periodi fino al 31 agosto 2020 e per una durata massima di 9 settimane.
L’azienda non dovrà redigere e presentare in allegato alla domanda la relazione tecnica (trattandosi oggettivamente di un EONE), ma solo l’elenco dei lavoratori beneficiari
Non occorre che i lavoratori siano in possesso del requisito dell’anzianità di 90 giorni di effettivo lavoro, ma è solo sufficiente che siano alle dipendenze dell’azienda richiedente alla data del 23 febbraio 2020.
Il termine di presentazione delle domande all'INPS è individuato alla fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa.
Pagamento tramite conguaglio su UNIEMENS o pagamento diretto al lavoratore, senza che il datore di lavoro debba comprovare le difficoltà finanziarie dell’impresa.

Trattamento assegno ordinario “COVID-19 nazionale” (Fondo Integrazione Salariale)
Il trattamento è riservato, nei limiti delle risorse pubbliche stanziate dal decreto e senza l’applicazione di alcun tetto aziendale, ai lavoratori dipendenti in essere alla data del 23 febbraio 2020 presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti per periodi fino al 31 agosto 2020 e per una durata massima di 9 settimane.
Non occorre che i lavoratori siano in possesso del requisito dell’anzianità di 90 giorni di effettivo lavoro, ma è solo sufficiente che siano alle dipendenze dell’azienda richiedente alla data del 23 febbraio 2020.
Il termine di presentazione delle domande è individuato alla fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa.
Alla domanda, presentata direttamente all'INPS, non dovrà essere allegata la scheda causale, né ogni altra documentazione probatoria.
Nei casi in cui l’accesso alla prestazione di assegno ordinario sia subordinato al preventivo espletamento delle procedure sindacali con obbligo di accordo aziendale, ai fini dell’accoglimento dell’istanza, sarà ritenuto valido anche un accordo stipulato in data successiva alla domanda.
Pagamento tramite conguaglio su UNIEMENS o pagamento diretto al lavoratore, senza che il datore di lavoro debba comprovare le difficoltà finanziarie dell’impresa.

Cassa integrazione in deroga COVID-19
Il trattamento, concesso con decreto delle Regioni e delle Province autonome interessate, è riservato ai lavoratori dipendenti in essere alla data del 23 febbraio 2020 presso datori di lavoro del settore privato (escluso domestico) non rientranti nel campo di applicazione della CIGO, del FIS o dei Fondi di solidarietà per periodi fino al 31 agosto 2020 e per una durata massima di 9 settimane.
Non si tiene conto dell'anzianità di servizio dei lavoratori ma è solo sufficiente che siano alle dipendenze dell’azienda richiedente alla data del 23 febbraio 2020.
Per i datori di lavoro con più di 5 dipendenti è necessario l’accordo sindacale, concluso anche in via telematica, con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale relativamente alla durata della sospensione del rapporto di lavoro.
Per datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, non è necessario l’accordo sindacale, neanche concluso in via telematica.
Le domande sono presentate alla regione e alle province autonome, che le istruiscono secondo l'ordine cronologico di presentazione delle stesse.
Pagamento da parte INPS ammesso unicamente diretto al lavoratore.

Congedi parentali COVID-19 
Si tratta di un congedo straordinario di massimo 15 giorni complessivi fruibili, in modalità alternativa, da uno solo dei genitori per nucleo familiare, per periodi che decorrono dal 5 marzo al 3 aprile. 
Spetta 
  • Ai genitori con figli che hanno fino a 12 anni di età: per il congedo è riconosciuta un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione e la contribuzione figurativa; 
  • Ai genitori con figli dai 12 ai 16 anni: possono assentarsi dal lavoro per il medesimo periodo (15 giorni) senza alcuna indennità e senza copertura figurativa; 
  • Ai genitori di figli con handicap in situazione di gravità senza limiti di età, purché iscritti a scuole di ogni ordine grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale: per il congedo COVID-19 è riconosciuta un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione e la contribuzione figurativa. 
I genitori che intendono usufruire del nuovo Congedo COVID-19 e che hanno i requisiti di accesso ai congedi parentali “ordinari” possono già presentare domanda al proprio datore di lavoro ed all’INPS, utilizzando la procedura di domanda di congedo parentale già in uso (patronato). 
I genitori con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, devono presentare domanda di congedo COVID-19 unicamente al proprio datore di lavoro e non all’INPS. 
Predetti congedi e permessi non sono fruibili se l’altro genitore è disoccupato/non lavoratore o con strumenti di sostegno al reddito. 

Estensione dei permessi ex L. 104/92 COVID-19 
In aggiunta ai 3 giorni mensili già previsti dalla legge n. 104/92 (3 per il mese di marzo e tre per il mese di aprile) è possibile fruire di ulteriori 12 giorni complessivi per i mesi di marzo e aprile. Tali giorni possono essere fruiti consecutivamente nello stesso mese (ovvero utilizzare 18 gg per il solo mese di marzo). 
Il lavoratore che ha già un provvedimento di autorizzazione ai permessi, con validità comprensiva dei mesi di marzo e aprile, non deve presentare una nuova domanda.

Articolo a cura di
Bruno Olivieri, Consulente del Lavoro in Pescara

Decreto "Cura Italia": sospensione obblighi di versamento per tributi e contributi

Aggiornato alla pubb. G.U. D.L. 18/2020

Nella giornata del 16 Marzo 2020 è stato presentato dal Consiglio dei Ministri il c.d.decreto "Cura Italia" ovvero un documento contenente importanti disposizioni di sostegno a famiglie e imprese che si trovano a dover fronteggiare gli effetti sull'apparato economico che l'emergenza Covid-19 sta generando a livello nazionale.

Il testo presentato dal CDM, pubblicato in testo definitivo in Gazzetta Ufficiale D.L. 18/2020 del 17/03/2020,  è una "prima" risposta alla crisi “Coronavirus” avendo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte attribuito al testo l'appellativo di "decreto di marzo" proprio ad anticipare nuove futuri misure di sostegno per i successivi mesi.

Il decreto interviene su quattro fronti principali tra cui il sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la tutela del lavoro e del reddito.
In questo primo articolo ci occuperemo nello specifico di alcune delle principali misure a sostegno della liquidità di Imprese e Professionisti che il decreto "Cura Italia" ha previsto al Titolo IV riguardanti la sospensione obblighi di versamento per tributi e contributi.

Più che di sospensione trattasi di un vero e proprio "allargamento" della proroga delle scadenze fiscali e contributive (versamenti e adempimenti) già precedentemente disciplinato all'art. 8 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 per il solo settore turistico-alberghiero e che il nuovo decreto riprende dall'art. 60 all'art. 62 (ex art. da 57 a 59 del precedente testo in bozza) per estenderlo a livello nazionale.

TERMINI RINVIO VERSAMENTI FISCALI 
(ritenute fiscali, previdenziali, assicurative, IVA) 

Attività turistiche e alcuni settori "maggiormente colpiti" di cui all'elenco art. 61 (ex art. 57)(soggetti che gestiscono ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse; soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelateria, pasticcerie, bar e pub)
  • i versamenti in scadenza dal 02/03/2020 al 30/04/2020, sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un'unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020;
Associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche
  •  i versamenti in scadenza dal 02/03/2020 al 31/05/2020, sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020;
Contribuenti che hanno maturato, nel periodo d’imposta precedente, ricavi e compensi di importo non superiore a 2 milioni di euro art. 62 (ex art.58)
  • i versamenti in scadenza dal 08/03/2020 al 31/03/2020, sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un'unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020;

Tutti gli altri contribuenti che non rientrano nelle categorie sopra indicate o con ricavi superiori a 2 milioni di euro
  • i versamenti in scadenza al 16/03/2020 sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un'unica soluzione entro il 20 marzo 2020.


TERMINI RINVIO ADEMPIMENTI FISCALI 

Gli adempimenti fiscali (dichiarazioni e comunicazioni) in scadenza dal 08/03/2020 al 31/05/2020 potranno essere effettuati, senza alcuna sanzione, entro il 30/06/2020; ricordiamo di seguito i principali:
  • Certificazioni Uniche 2020 (ritenute 2019) scadenza prorogata dal 02/03/2020 al 31/03/2020;
  • Dichiarazione IVA 2020 scadenza prorogata dal 30/04/2020 al 30/06/2020;
  • LIQ.PER 1 trimestre 2020  scadenza prorogata dal 01/06/2020 al 30/06/2020.

Articolo a cura di
Bruno Olivieri, Consulente del Lavoro in Pescara
Giordano Pettinella, Consulente del Lavoro in Pescara
Mauro Giancaterino, Consulente del Lavoro in Pescara

Le recenti disposizioni Legislative, previdenziali e assicurative sull'emergenza COVID-19


Proponiamo in questo articolo una sintetica e cronologica riproposizione delle disposizioni che si sono succedute a decorrere dallo scorso 1 marzo 2020 per l'emergenza sanitaria del Covid-19.
  • DPCM 1 Marzo 2020 il Presidente del Consiglio recepisce e proroga alcune delle misure già adottate per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19  distinguendole sulla base delle aree geografiche d'intervento, e ne introduce ulteriori volte a disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e a garantire uniformità su tutto il territorio nazionale all’attuazione dei programmi di profilassi;
  • DPCM 8 Marzo 2020 il Presidente del Consiglio  introduce importanti prescrizioni riguardanti gli spostamenti con ogni mezzo da e per e nelle aree “rosse” e l’attività sportiva sia nelle aree rosse che nell’intero territorio nazionale;
  • DPCM 9 Marzo 2020 il Presidente del Consiglio emana nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale. 
    Il provvedimento estende le misure di cui all'art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. È inoltre vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. In ultimo, è modificata la lettera d dell'art.1 del Dpcm 8 marzo 2020 relativa agli eventi e manifestazioni sportive. 
    Tali disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020;
  • DPCM 11 Marzo 2020 il Presidente del Consiglio con il presente decreto, che produce effetto dalla data del 12 marzo 2020 fino al 25 marzo 2020 e sostituisce, ove incompatibili le misure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 restringe, sull'intero territorio nazionale, lo svolgimento di tutte le attività imprenditoriali che non siano classificabili come "strettamente necessarie";
  • Circolare INAIL n. 7 dell'11 Marzo 2020 con cui l'Ente assicurativo sospende i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020 per i soggetti assicuranti con posizione assicurativa territoriale alla data del 23 febbraio 2020 nei Comuni di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020 (alcuni comuni della Lombardia e Veneto) e dal 2 marzo 2020 al 30 aprile 2020 per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator con posizione assicurativa territoriale alla data del 2 marzo 2020 nel territorio dello Stato. In merito alla sospensione degli adempimenti, i soggetti assicuranti che non hanno trasmesso la dichiarazione delle retribuzioni entro il 2 marzo 2020 possono usufruire della sospensione degli adempimenti se titolari di una posizione assicurativa territoriale attiva alla data del 23 febbraio 2020 nei Comuni indicati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, e della sospensione prevista a favore delle imprese turistico-ricettive, delle agenzie di viaggio e turismo e dei i tour operator, se titolari di una posizione assicurativa territoriale attiva alla data del 2 marzo 2020 nel territorio dello Stato.
  • Messaggio INPS n. 1118 del 12 Marzo 2020 con cui l'Istituto espone le prime modalità operative per la presentazione delle domande di cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario  con le nuove causali “Covid-19 d. l. n. 9/2020” e “Covid-19 interruzione CIGS - d. l. n. 9/2020” per gli eventi con decorrenza 23 febbraio 2020 e per le sole aziende operanti nelle aree di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020 (alcuni comuni della Lombardia e Veneto);
  • Circolare INPS n. 37 del 12 Marzo 2020 con cui l'Istituto fornisce indicazioni in ordine all’ambito di applicazione del dettato normativo di cui al decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, che ha disposto la sospensione degli adempimenti e dei versamenti contributivi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. I contributi previdenziali ed assistenziali oggetto di sospensione sono quelli con scadenza legale di adempimento e di versamento nell’arco temporale dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020. Destinatari della sospensione degli adempimenti e del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali sono i soggetti rientranti nelle seguenti categorie: 1) i datori di lavoro privati; 2) i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoli); 3) i committenti e i liberi professionisti obbligati alla Gestione separata. La sospensione riguarda i soggetti interessati alla sospensione contributiva ai sensi dell’articolo 5 del D.L. n. 9/2020, ovvero aziende operanti alla data del 23 febbraio 200 nei comuni individuati nell’allegato 1 al D.P.C.M. del 1° marzo 2020 e le aziende turistico-ricettive, agenzie di viaggio e turismo e tour operator operanti alla data del 2 marzo 2020 nel territorio nazionale;
  • Circolare INPS n. 38 del 12 Marzo 2020 con cui l'Istituto, facendo seguito al precedente Messaggio 1118, definisce le istruzioni operative di presentazione e pagamento dei trattamenti di integrazione salariale (ordinaria, in deroga e assegno ordinario del fondo di solidarietà) e indennità per i lavoratori autonomi per i Comuni indicati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020. Nella stessa circolare viene, inoltre, disciplinata l'operatività della CIG in deroga per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna;
  • Decreto Legge 18/2020 "CURA ITALIA" il  Consiglio dei Ministri con il presente decreto ha varato misure economiche per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Il suddetto decreto si articola in diverse sezioni (cinque titoli) a disciplinare le misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale, misure a sostegno del lavoro (Estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale e Norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori), misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario, misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese (tra cui la sospensione dei versamenti fiscali, previdenziali e assicurativi). Per i dettagli a riguardo del presente renderemo a breve disponibili appositi articoli con la sintesi delle principali disposizioni.
  1. Sospensione obblighi di versamento per tributi e contributi
  2. I trattamenti delle riduzioni orarie alla luce delle prime indicazioni dell'INPS
  • DPCM 22 Marzo 2020 il Presidente del Consiglio con il presente decreto, che produce effetto dalla data del 23 marzo 2020 fino al 03 aprile 2020 e sostituisce, in integrazione alle misure di cui al precedente DPCM 11 marzo 2020, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 restringe ulteriormente, sull'intero territorio nazionale, lo svolgimento di tutte le attività imprenditoriali che non siano classificabili come "strettamente necessarie".
  • Decreto Legge n. 19 del 25/03/2020 le nuove disposizioni entrano in vigore con effetto dal 26/03/2020 rafforzando il quadro sanzionatorio applicabile in caso di violazione delle misure anticontagio. 
  1. Sanzione amministrativa per violazioni degli obblighi previsti per i pubblici esercizi o le attività produttive e commerciali. da 400 a 3mila euro, con possibilità anche di applicazione della sanzione accessoria della chiusura dell'esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni; 
  2. Sanzioni penali per chi non rispetta il divieto assoluto di allontanarsi  per coloro che sottoposti in quarantena perché risultati positivo al Coronavirus, In tal caso è prevista la pena ai sensi dell'articolo 260 del Testo unico delle leggi sanitarie, articolo con l’occasione modificato per quanto riguarda l’entità della pena (che viene quindi a sostanziarsi nell’arresto da 3 a 18 mesi e nell’ammenda da 500 a 5mila euro);
  3. Sanzioni amministrative anche per violazioni commesse anteriormente, ovvero le nuove previsioni che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto, ma in tali casi le sanzioni amministrative citate sono applicate nella misura minima ridotta alla metà.