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Congedo Straordinario, CIG e CDS: compatibilità e precedenza di trattamento

Tratteremo in questo articolo della compatibilità tra i trattamenti di Congedo straordinario indennizzato dall'Inps per assistenza a familiare gravemente malato con eventuali situazioni di riduzione dell'orario di lavoro operate dall'azienda e del relativo accesso al trattamento di Cassa Integrazione.

Nello specifico analizzeremo i casi di compatibilità e di precedenza del trattamento nel caso sia intervenuta l'erogazione prima l'uno o l'altro trattamento.

La questione è stata già ampiamente chiarita sia dal Ministero del Lavoro all'interpello 70 del 12 ottobre 2009 che dall'INPS con messaggio 27168 del 25 novembre 2009

CONGEDO STRAORDINARIO RICHIESTO PRIMA DELLA CIG/CDS

La richiesta di accesso al trattamento economico per congedo straordinario prima di un periodo di cassa integrazione (CIG), sia parziale che a zero ore, prevede una precedenza del trattamento economico del congedo sul trattamento di integrazione del salario, pertanto, consente al lavoratore di fruire del congedo straordinario con conseguente erogazione dell'indennità prevista dall'art 42 comma 5.

Perciò il lavoratore non sarà interessato dalla sospensione dell'attività lavorativa o dalla riduzione di orario e non potrà essere posto in cassa integrazione fino al rientro dal congedo straordinario già autorizzato e del quale già sta fruendo.

CONGEDO STRAORDINARIO RICHIESTO DURANTE LA CIG/CDS

In questo particolare caso occorre fare una precisa premessa a riguardo che il trattamento di integrazione salariale sia a zero ore o parziale.

CIG A ZERO ORE

Considerando che il presupposto per ottenere il trattamento economico per congedo straordinario sia lo svolgimento di attività lavorativa, in caso di sospensione totale del rapporto di lavoro, non può essere avanzata alcuna richiesta di congedo straordinario. Questa linea dispositiva deriva dal fatto che, in caso di sospensione totale o di assenza di prestazione lavorativa, la legittimità di "tempo" per assistere un familiare verrebbe meno in quanto il lavoratore in questione è già svincolato dagli obblighi legati al dovere di prestare attività lavorativa.

E' occasione per segnalare che, secondo il principio sopra enunciato, non spetta il trattamento per congedo straordinario al lavoratore in mobilità.

CIG PARZIALE/CDS

In caso di presentazione della domanda di congedo straordinario durante il trattamento parziale di integrazione salariale o di riduzione dell'orario di lavoro per attivazione di Contratto di Solidarietà, si verifica la compatibilità a percepire entrambi gli indennizzi.

In questo caso il congedo straordinario spetterà limitatamente alle ore di integrazione salariale.

NASPI: i "periodi neutri" alla verifica del requisito contributivo

A pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo che ha ufficializzato l'operatività della NASPI a partire dal prossimo 1 maggio 2015, emergono le prime incertezze e si fanno strada i primi chiarimenti in merito al soddisfacimento dei requisiti per accedere al nuovo trattamento di disoccupazione.

Il Ministero del Lavoro anticipa a chiarimento di quanto sarà certamente ribadito nella relativa circolare INPS che renderà note tutte le specifiche in merito al nuovo ammortizzatore sociale che sostituirà l'attuale ASpI che sarà attiva fino al 30/04/2015.

Il caso affrontato fa riferimento alla identificazione dell'intervallo temporale quadriennale in cui verificare la maturazione delle almeno tredici settimane di contribuzione e delle almeno 30 gg di contribuzione negli ultimi 12 mesi antecedenti la richiesta del trattamento

Il Ministero anticipa (per la NASPI e ribadisce in quanto già definito per l'ASpI) alcuni casi di esclusione da questo computo, come, appunto, già trattati per l'Aspi dalla Circolare INPS 142 del 18/12/2012 al punto 2.3 (contribuzione utile) , ovvero in occasione di alcuni eventi coperti da contribuzione figurativa quali (testo integrale della predetta circolare) :

  1. malattia e infortunio sul lavoro solo nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro ovviamente nel rispetto del minimale retributivo;
  2. cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell'attività a zero ore;
  3. assenze per permessi e congedi fruiti dal coniuge convivente, dal genitore, dal figlio convivente, dai fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità.

Sempre come precedentemente disposto anche per l'ASpI, i periodi in cui il lavoratore sarà stato coperto da contribuzione figurativa per eventi di cui sopra, questi dovranno essere considerati "ininfluenti" all'individuazione dei periodi all'interno dei quali verificare i requisiti contributivi, allungando, di fatto, il periodo utile all'interno del quale verificare la copertura contributiva

"Opzione TFR": pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo 29/2015

La tanto attesa ufficiale operatività di quella conosciuta come "Opzione TFR" contenuta nel testo della Legge Finanziaria 2015 (n. 190/2014) viene finalmente ufficializzata con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo decreto attuativo.

Il presente articolo, oltre che mettere in luce quanto introdotto, vuol focalizzare gli aspetti operativi più caratterizzanti di questo strumento.

OPERATIVITA' DELL'OPZIONE 

Dal 3 Aprile 2015 al 30 ottobre 2018. 
L'erogazione può avvenire dal mese successivo alla presentazione (comma 3 dell'art. 5 DPCM 29/2015) della richiesta apposita (cui bozza contenuta nel decreto) e verifica dei requisiti di ammissione alla liquidazione.
I tempi possono allungarsi di ulteriori 3 mesi (vedi comma 4 dell'art. 5 DPCM 29/2015) nel caso in cui l'azienda,abbia richiesto accesso a delle forme di credito per l'erogazione di tali somme.
In caso di sottoscrizione dell'opzione, la scelta è vincolate fino alla scadenza indicata.

REQUISITI E PROCEDURA DELL'EROGAZIONE 
(Art. 3 DPCM 29/2015)

L'ammissione alla liquidazione della Qu.I.R. è subordinata a una serie di requisiti che lavoratore e datore di lavoro devono avere:

Lavoratore:

  1. Non essere titolare di un rapporto di lavoro dipendente de settore agricolo, domestico, somministrati;
  2. Il rapporto di lavoro dev'essere in essere da almeno sei mesi;
  3. Il lavoratore non deve aver vincolato o ceduto il TFR a garanzia di contratti di prestito;
Datore di lavoro
  1. Non avere in essere procedure di Cig;
  2. Non avere in essere procedure concorsuali o fallimentari e di liquidazione


NATURA DELL'EROGAZIONE 
(Art. 4 DPCM 29/2015)

Seppur l'importo erogato viene quantificato nell'esatto importo del rateo mensile di accantonamento del TFR, tuttavia queste somme hanno natura totalmente diversa da quest'ultimo. Infatti, come si può chiaramente evincere dal nome tecnico dell'anticipazione stessa, trattasi di QUOTA INTEGRATIVA DELLA RETRIBUZIONE (Qu.I.R) e pertanto assoggettata al medesimo trattamento previdenziale e fiscale di predette somme.

1. In caso di esercizio dell'opzione di cui all'articolo 1 comma 26 della Legge di stabilita' 2015, la Qu.I.R. e' pari alla misura integrale della quota maturanda del TFR determinata sulla base delle disposizioni dell'articolo2120 del codice civile, al netto del contributo di cui all'articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297, ove dovuto.

TRATTAMENTO FISCALE E PREVIDENZIALE
 (Art. 4 DPCM 29/2015)

Il QuIR non è ordinariamente assoggettata a livello previdenziale (non costituisce imponibile lordo tranne che per l'assoggettamento alla contribuzione 0,50% destinata all'INPS sull'accantonamento annuale del TFR al fondo) mentre lo è a livello a livello fiscale (concorre a formare reddito imponibile ai fini Irpef e si cumula con quelli erogati a titolo di retribuzione di fatto e altri elementi connessi).

2.Ai sensi dell'articolo1,comma26,lettera a),della legge di stabilita', ai fini dell'imposta sui redditi di lavoro dipendente, la Qu.I.R. e' assoggettata a tassazione ordinaria e non e' imponibile ai fini previdenziali. 

EFFETTI SULLE DETRAZIONI SPETTANTI 
(Art. 4 DPCM 29/2015)

Il QuIR concorre a formare reddito complessivo ai fini della determinazione delle detrazioni di lavoro dipendente e familiari a carico mentre è esclusa ai fini del calcolo del Bonus ex D.L. 66/2014


3. Ai soli fini della verifica dei limiti di reddito complessivo di cui all'articolo13,comma1-bis,delTUIR,non si tiene conto della Qu.I.R.

EFFETTI SULLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO DI RIFERIMENTO PER LA TASSAZIONE SEPARATA DELL'INDENNITA' DI FINE RAPPORTO
 (Art. 4 DPCM 29/2015)

Il QuIR non concorre a formare reddito di riferimento ai fini della determinazione dell'aliquota di tassazione delle somme erogate alla cessazione del rapporto di lavoro o di anticipazione delle somme accantonate a titolo di TFR.

Per l'applicazione della tassazione separata di cui all'articolo 19 del TUIR, laQu.I.R. non e'considerata ai fini della determinazione della aliquota di imposta per la tassazione del TFR.