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Quota Integrativa della retribuzione (QuIR): le istruzioni operative INPS sulla liquidazione ed esposizione in Uniemens

La Legge 190/2014 all'art. 1 commi 26-34 istituisce la possibilità per il lavoratore di richiedere, sotto forma di quota integrativa della retribuzione (quindi assoggettato a medesimo trattamento fiscale e previdenziale), il rateo di TFR maturato nel mese dal lavoratore.

il QuIR viene istituito per un periodo transitorio che, stante alle disposizioni normative, decorre dal 1 marzo 2015 fino al 30 giugno 2018 ma che, operativamente, invece troverà la sua manifestazione solo a partire dal periodo di paga di maggio 2015.

Infatti stante che il DPCM dello scorso 20 febbraio 2015, n. 29 che disciplina le modalità di attuazione della liquidazione della Qu.I.R. in busta paga, nonché i criteri, le condizioni e il funzionamento del Fondo di garanzia è entrato in vigore solo il 3 aprile 2015, considerando che lo stesso prevede  che la liquidazione del QuIR possa avvenire solo dal mese successivo a quello di presentazione della relativa istanza, per forza di cose il primo periodo di paga utile alla fine della liquidazione dello stesso sarà maggio 2015 per la quota di TFR maturata nello stesso mese.

Un ulteriore slittamento è previsto per i lavoratori che abbiano richiesto l'erogazione ai datori di lavoro che siano ricorsi al Finanziamento assistito da Garanzia; per quest'ultimi il primo periodo dii paga utile alla fine della liquidazione del QuIR sarà il prossimo Agosto 2015 per le competenze di Maggio 2015, quindi con uno slittamento del periodo di liquidazione al 09/2018 per le competenze di 06/2018

E' quanto chiaramente riportato nella Circolare INPS 82/2015 dello scorso 23/04/2015 che conferma suddetto periodo di liquidazione al punto 4:

4. Procedura di richiesta e liquidazione della Qu.I.R..
Ai fini dell’accesso alla liquidazione della Qu.I.R., i lavoratori aventi diritto sono tenuti a presentare al datore di lavoro apposita istanza di accesso, predisposta secondo il modello allegato al Dpcm debitamente compilata e sottoscritta. Copia della predetta istanza ovvero attestazione di ricevimento della medesima in formato elettronico è rilasciata al lavoratore a titolo di ricevuta. Accertato il possesso dei requisiti e l’assenza delle condizioni ostative sopra richiamati, il diritto alla liquidazione della Qu.I.R. opera a partire dal mese successivo a quello di presentazione della predetta istanza, sino al periodo di paga che scade il 30 giugno 2018 ovvero a quello in cui si verifica la risoluzione del rapporto di lavoro, se antecedente. La liquidazione della Qu.I.R. è effettuata sulla base delle modalità in uso ai fini dell’erogazione della retribuzione corrisposta in dipendenza del rapporto di lavoro: a. a partire dalla busta paga del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che non ricorrono al Finanziamento. A titolo di esempio, per i lavoratori che presentino l’istanza il 24 aprile 2015, l’erogazione della Qu.I.R. avverrà mensilmente a partire dalle competenze di maggio 2015 (Qu.I.R. maturata nel mese di maggio 2015) sino a quelle di giugno 2018 (Qu.I.R. maturata nel mese di giugno 2018), in costanza di rapporto di lavoro; 
a partire dalla busta paga del quarto mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che ricorrono al Finanziamento assistito da garanzia. A titolo di esempio, per i lavoratori che presentino l’istanza il 24 aprile 2015, l’erogazione della Qu.I.R. avverrà mensilmente a partire dalle competenze di agosto 2015 (Qu.I.R. maturata nel mese di maggio 2015) sino a quelle di settembre 2018 (Qu.I.R. maturata nel mese di giugno 2018), in costanza di rapporto di lavoro. 

La Circolare INPS ribadisce, inoltre, anche i requisiti di accesso alla richiesta del lavoratore (che vanno verificati dal datore di lavoro) che ricordiamo sono:
REQUISITO OGGETTIVO
  1. lavoratore del settore privato escluso quello agricolo e domestico;
REQUISITO SOGGETTIVO
  1.  il lavoratore deve avere in essere un rapporto di lavoro subordinato con un datore di lavoro privato da almeno sei mesi (nel computo di questi sei mesi non si considerano i periodi di sospensione del rapporto per cause diverse da quelle previste dall’art. 2110 c.c. -infortunio, malattia, gravidanza e puerperio- che non prevedano la maturazione del TFR);
  2. il lavoratore non deve aver posto le somme maturate a titolo di TFR come garanzia di contratti di finanziamento.
La quota di retribuzione integrativa erogata al lavoratore come QuIR sarà parà alla quota di TFR maturata nel mese di competenza al netto della trattenuta al Fondo di Garanzia pari allo 0,50% dell'imponibile previdenziale.

La Circolare, infine, espone le istruzioni sull'esposizione del QuIR in UniEmens valorizzando l’erogazione nella sezione dell’elemento del flusso UniEmens ( vedi punto 8 della Circolare 82/2015)

Somministrazione lavoro e diritto di precedenza

In questo articolo argomenteremo in riferimento al rispetto del diritto di precedenza quale requisito per un'azienda per accedere alle agevolazioni previste sulle nuove assunzioni ex L. 92/2012 (Riforma Fornero).

Ricordiamo che a riguardo delle assunzioni agevolate la suddetta normativa prevede che:


Il caso in esame riguarda il primo dei requisiti di cui sopra, ovvero del rispetto del diritto di precedenza per precedenti rapporti di lavoro a termine che abbiano avuto durata complessiva superiore a sei mesi o che siano riconosciuti in presenza di specifiche disposizioni del CCNL (vedi ad esempio CCNL Servizi Ambientali e Multiservizi) o di particolari situazioni come il trasferimento dei dipendenti a seguito di operazioni straordinarie.

Premettiamo che il diritto di precedenza del lavoratore non sorge automaticamente in capo al lavoratore per il solo fatto che il rapporto a termine, superiore a sei mesi, intercorrente con il datore di lavoro sia cessato in un arco di tempo di dodici mesi precedenti alla nuova assunzione ma, per poter invocare tale diritto di precedenza rispetto ad altri lavoratori, lo stesso dovrà dimostrare di aver palesato il proprio interesse nei e quindi non sarà il datore di lavoro a dover formalizzare l'interesse alla stipula di un nuovo contratto nei confronti del lavoratore, bensì quest'ultimo a dover attivarsi.
In funzione di ciò la recente riforma in materia di contratti a termine ex DL 34/2014 impone al datore di lavoro un'informativa specifica al lavoratore, ovvero che sul contratto individuale di lavoro a tempo determinato sia esplicitamente riportato il diritto del lavoratore a invocare la precedenza sulle future assunzioni a tempo indeterminato per le medesime mansioni

Caso di esclusione dal diritto a usufruire degli sgravi per mancato rispetto del diritto di precedenza potrebbe verificarsi anche anche nel caso in cui il dipendente in questione, in passato assunto a termine, avesse poi proseguito le prestazioni in regime di somministrazione lavoro.

Infatti la L. 92/2012 (alle cui disposizioni si riferisce la regolamentazione delle assunzioni agevolate) in riferimento alla somministrazione riporta che gli incentivi sulle nuove assunzioni non spettano nel caso in cui il datore di lavoro “utilizzatore” non abbia preventivamente (alla somministrazione) offerto la riassunzione all’ex-dipendente titolare del diritto di precedenza.

L'accentramento contributivo INPS

In questo articolo tratteremo di un particolare provvedimento che coinvolge i datori di lavoro i quali, chiamati ad assolvere gli adempimenti relativi alla gestione del personale dipendente  si trovano di fronte ad una struttura aziendale caratterizzata da assetti territoriali articolati, ovvero con la presenza di unità operative in diverse provincie di competenza, quindi con adempimenti di competenza di sedi INPS differenti.

Il principio dell’unicità della posizione contributiva è stato introdotto dalla Circolare INPS 172/2010 come obbligo da adempiere entro il 31/03/2015 per le aziende che fossero in possesso di più matricole aziendali caratterizzate da una medesima classificazione di attività esercitata.

In sostanza il principio alla base dell'obbligo dell'accentramento contributivo è quello di unificare su un'unica matricola aziendale tutti gli adempimenti contributivi e dichiarativi di tutte le sedi operative caratterizzate da una medesima classificazione dell'attività.

Chiaramente, in caso di esercizio di esercizio di attività con dipendenti diverse tra di loro, sarà obbligatorio, come lo era precedentemente, richiedere l'attribuzione di una matricola (o più se in presenza di ulteriori settori)  specifica caratterizzata da CSC e codici di autorizzazione specifici per il settore di appartenenza.

Operativamente il datore di lavoro che, già in possesso di una matricola aziendale per l'assolvimento degli obblighi contributivi, volesse denunciare l'avvio della medesima attività con dipendenti in una provincia diversa da quella in cui risulta già esercitata ( quindi assegnata alla sede INPS competente) dovrà comunicare la nuova sede operativa accendendo alla funzione di comunicazione telematica della stessa e contestuale richiesta di accentramento contributivo della stessa su una matricola esistete attraverso il pannello INPS accessibile agli intermediari e all'azienda stessa nel caso fosse direttamente autorizzata alla gestione delle posizioni proprie.

In caso l'azienda avesse denunciato l'apertura di più unità operative per la medesima attività occorrerà, all’interno del flusso UNIEMENS , per ciascun dipendente valorizzare il campo "Unità Operativa" indicando come riferimento il codice  progressivo numerico identificativo rilasciato dall’INPS a seguito di comunicazione di nuova unità operativa, intesa esclusivamente come il luogo ove viene svolta in maniera stabile l’attività lavorativa di uno o più dipendenti.