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La riforma degli ammortizzatori sociali parte "bene" dall'Uniemens Cig?

La riforma degli ammortizzatori sociali è una esigenza che echeggia nell'aria sin da prima del periodo emergenziale in quanto, benchè l'apparato normativo sia stato sottoposto a un restyiling con il D.lgs 148/2015, non altrettanto è stato effettuato con le procedure con cui ci siamo tanto imbattuti nella cassa covid-19.

Fondamentalmente i "punti dolenti" operativi insistono su una frammentata procedura di richiesta del trattamento basata sul settore e inquadramento contributivo aziendale e su una (ormai ex) procedura di richiesta di pagamento diretto delle prestazioni, senza considerare i termini decadenziali che, nei trattamenti di cassa covid-19, si sono aggiunti a fare nebbia su questo intricato labirinto.

Con l'entrata in vigore del Decreto Sostegni prende forma il primo tassello della riforma degli ammortizzatori sociali con le modifiche al sistema dei pagamenti diretti delle prestazioni. Il Dlgs 41/2021 al comma 5 dell'articolo 8 stabilisce che per le domande di trattamenti di integrazione salariale riferite a sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa decorrenti dal 1° aprile 2021, la trasmissione dei dati necessari al calcolo e alla liquidazione diretta delle integrazioni salariali da  parte dell’INPS o al saldo delle anticipazioni delle stesse, nonché all’accredito della relativa contribuzione figurativa, è effettuata con il flusso telematico denominato “UniEmens-Cig”.

Trattasi di un nuovo flusso sostitutivo dell Sr41 e distaccato dall'Uniemens ordinario che sostituisce (in caso di cig a 0 ore) o si aggiunge a quest' ultimo (in caso di cig in riduzione oraria). Se è quindi vero che ad un precedente adempimento se ne sostituisce uno nuovo, la vera "novità" insiste principalmente in un sistema che permetterà l'invio dei dati relativi al pagamento diretto ancor prima di ricevere l'autorizzazione.  

Un innovativo ed efficiente sistema che però, a parere dello scrivente, lascia comuque spazio a qualche riflessione se analizziamo alcuni aspetti operativi .
La prima riflessione è senz'altro che la "riforma" parte da un primario (e direi unico) obiettivo di semplificazione ed efficientamento della sola operatività dell'INPS in quanto, di fatti, nulla cambia per datori di lavoro ed intermediari che, tolto un adempimento ne trovano uno nuovo che potrebbe avere non poche "insidie", ovvero
  1. la procedura si innesta su uno scenario di continuità delle prestazioni di cassa integrazioni rispetto a quelle precedentemente disciplinate ex L. 178/2020 e che, seppur il periodo transitorio di sei mesi, chiedono un riallineamento troppo repentino rispetto alla previgente procedura (SR41) ormai a regime;
  2. in relazione alle possibili difficoltà di cui al punto precedente non è stata prevista alcuna "deroga" ai termini decandenziali;
  3. anticipare il flusso rispetto all'autorizzazione della prestazione potrebbe voler dire  una maggiore difficoltà "gestionale" in caso di eventuale rigetto della domanda, vedasi ad esempio per errore nella richiesta del tipo di trattamento.
Proprio sull'ultimo punto che mi soffermerei a fare qualche altra riflessione che ci potrebbe portare ulteriormente a pensare come anche questa volta "un nuovo inizio" sia partito non proprio con il piede giusto. 
E si perchè a mio personale avviso il "primo passo" verso una riforma davvero funzionale ed efficiente "erga omnes"  sarebbe stato quello di inglobare nel nuovo flusso Uniemens Cig anche la domanda di trattamento di cassa integrazione, trasformando i dati già trasmessi in una "implicita richiesta".
Sostanzialmente compilando il flusso con i dati definitivi di riduzione/sospensione delle prestazioni lavorative che derivano dall'elaborazione dei cedolini paga abbiamo indicato l'esatto ammontare delle ore necessarie di trattamento; si aggiunga con con la possibilità dell'INPS di rendicontare e monitorare  le risorse finanziarie deliberate a copertura.
Inoltre, ma non per minor importanza, nel flusso avremmo potuto indicarecl'evento di "cassa integrazione" con univoca causale, lasciando all'INPS il computo della prestazione alla specifica natura (ASO, CIGD, CIGS, CIGO) sulla base delle informazioni contibutive e angrafiche giàin possesso dell'Istituto.
E concluderei che con la procedura come sopra ipotizzata avremmo potuto superare anche la problematica dei termini decadenziali, trasmettendo con certezza tutti i dati al termine dell'elaborazione delle paghe.
L'integrazione del flusso così concepita avrebbe, a mio avviso, così potuto eliminare non poche incertezze e difficoltà procedurali che, ahimè, permangono più insidiose che mai.




Articolo di Bruno Olivieri
(Consulente del Lavoro in Pescara)

Under 36 e Assunzione Donne: una breve panoramica sulle misure "straordinarie previste dalla Legge di Bilancio 2021

La Legge 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) ha previsto delle "misure straordinarie" per il biennio 2021-2022 a favorire l'occupazioni di giovani e donne.

Le misure in oggetto costituiscono una forma di sostegno e incentivazione all'occupazione (in linea teorica) complementari a quelle emergenziali ai fini del "risanamento" del mercato del lavoro per le assunzioni effettuate dal 1 gennaio 2021. 

Ho enfatizzato una positività teorica perché "operativamente" assistiamo ad uno scenario di stagnazione della reale fruibilità delle misure e del loro coordinamento con quelle già in essere.

Le agevolazioni "straordinarie" per l'occupazione di giovani Under 36 e per l'assunzione delle donne si incardinano sostanzialmente su una struttura concettuale di agevolazioni "strutturali" già esistenti

  • Agevolazione per l'assunzione di giovani Under 30 ex L. 205/2017
  • Agevolazione per l'assunzione di lavoratori con almeno cinquant'anni, disoccupati da oltre dodici mesi, e di donne di qualunque età, prive di impiego da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di impiego da almeno sei mesi e appartenenti a particolari aree ex L. 92/2012
Sui presupposti normativi suddetti il Legislatore è intervenuto a creare "ulteriori" forme agevolative; sono pertanto "nuovi" e ulteriori incentivi che, seppur di medesima ispirazione, non precludono la possibilità di accedere a quelli già in essere (in quanto strutturali).

Tornando in premessa a ciò che attiene le modalità con cui il piano agevolativo ex L. 178/2020 si incastra nelle misure emergenziali a sostegno del lavoro, la principale problematica si rinviene nei ritardi sull'operatività delle nuove agevolazioni che sono, a oggi, in attesa dell’autorizzazione della Commissione europea, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Questa non operatività delle misure agevolative per le nuove assunzioni (e trasformazioni) effettuate dal 1 gennaio 2021 ci mette nelle condizioni di fermarci e fare alcune valutazioni che impattano sui costi aziendali dei datori di lavoro.
Senza operatività delle misure ex L. 178/2020 il datore di lavoro si trova nelle condizioni di dover anticipare finanziariamente la contribuzione c/azie esonerabile per recuperarla successivamente. Ora la valutazione è triplice :
  • in che termini l'azienda può finanziariamente permettersi l'anticipazione?
  • che "costo aziendale" ha l'anticipazione finanziaria della contribuzione datoriale?
  • l'immobilizzazione in anticipazione contributiva quali effetti ha sugli investimenti aziendali?
Se proviamo a rispondere a queste domande probabilmente ci rendiamo contro che la valutazione non è affatto semplice di fronte uno scenario in contesa tra strutturalità ed eccezionalità.

Un esempio diretto lo è la valutazione che potremmo fare mettendo a confronto l'esonero per l'assunzione dei giovani ex L. 205/2017 ed ex L.- 178/2020 in cui i "pro"  di ciascuno si tramutano in "contro" dell'altro

Agevolazione assunzione Under 30 ex L. 205/2017

PRO: 
  1. immediatamente fruibile (strutturale);
  2. compatibile con ulteriore incentivo Decontribuzione Sud per la contribuzione datoriale residuale;
  3. non richiede nessuna verifica/obbligo in relazione a licenziamenti ante e post assunzione ;
CONTRO:
  1. agevolazione concessa per il 50% della contribuzione datoriale nei limiti di 3000 euro annui
  2. agevolazione concessa per assunzione di giovani under 30
  3. durata dell'agevolazione 36 mesi
Agevolazione assunzione Under 36 ex L. 178/2020

PRO: 
  1. agevolazione concessa per il 100% della contribuzione datoriale nei limiti di 6000 euro annui
  2. agevolazione concessa per assunzione di giovani under 36
  3. durata dell'agevolazione 36 mesi elevata a 48 per le assunzioni effettuate nel biennio 2021-2022 nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna
CONTRO:
  1. non immediatamente fruibile (in attesa autorizzazione UE);
  2. non compatibile con ulteriore incentivo Decontribuzione Sud per incapienza;
  3. spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei sei mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei nove mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva”.



Articolo di Bruno Olivieri
(Consulente del Lavoro in Pescara)

Le prime considerazioni delle misure in materia lavoro previste dal D.L. Sostegni

Siamo in attesa della sola  pubblicazione in G.U. ma intanto facciamo qualche considerazione che nasce dalla lettura del testo normativo bollinato.

Più che "novità" le disposizioni in materia lavoro contenute nel D.L. Sostegni sono proroghe di disposizioni già precedentemente disciplinate sino al precedente testo della L. 178/2020 (Legge di bilancio 2021) e che proveremo a riassumere e comentare insieme.

Cassa Integrazione Covid-19 (Art. 8 da commi 1 a 8)
Siamo di fronte ad una mera proroga, dal 01/04/2021, dei termini del trattamento di integrazione salariale di un ulteriore periodo di
  • (comma 1) 13 settimane di cassa integrazione ordinaria per aziende rientranti nei settori industria e edilizia da utilizzare entro il 30/06/2020;
  • (comma 2) 28 settimane di cassa integrazione in deroga e assegno ordinario per le aziende rientranti nei restanti settori da utilizzare entro il 31/12/2020.
In relazione alla durata troviamo già la prima criticità ovvero che nuovamente le settimane di integrazione salariale non copriranno l'intero periodo, terminando la CIGO il 27/06/2021 e CIGD e AO il 10/10/2021.
Una problematica di non poco conto se si considera che già la precedente proroga ex L. 178/2020 copre sino al 28/03/2021 e che la cassa del DL Sostegni non potrà essere utilizzata per coprire l'intera settimana a cavallo tra marzo e aprile, seppur per il periodo dal 01/04 la settimana sarà comunque computata come per intera.
Accogliamo positivamente l'ammissione al trattamento in oggetto per tutti i lavoratori in essere alla data di entrata in vigore del decreto medesimo, non riscontrando alcuna variazione in merito ai termini decadenziali di presentazione delle domande.

Il flusso Uniemens Cig sostituisce i mod. SR41 (Art. 8 da commi 1 a 8)
Esordisce la novità in materia di comunicazione dei dati per il pagamento diretto (SR41) che, come preannunciato dal comunicato stampa del CNO CdL del 22/01/2021, sarà sostituito dal tracciato Uniemens CIG, ovvero l'integrazione dei dati per il pagamento diretto nel modello Uniemens.

Proroga del divieto dei licenziamenti (Art. 8 commi da 9 a 11)
Anche per quanto riguarda questa procedura siamo davanti alla medesima precedentemente conosciuta che inibisce la possibilità di procedere a licenziamenti individuali e collettivi di natura economica, sospendendo anche le procedure pendenti a partire dal 23/02/2020.
Il divieto dei licenziamenti si incardina sempre in funzione della possibilità di accedere alla cassa covid e nello specifico:
  • (comma 9) divieto "fisso" generalizzato a tutti i settori fino al 30/06/2021;
  • (comma 10) il divieto si allunga fino al 31/10/21 per le aziende che possono accedere alla CIGD e AO e, dalla lettura del testo normativo, sembrerebbe divenire "condizionato" alla fruizione della cassa covid, escludendo dall'obbligo i datori di lavoro che non fruiscono dell'ammortizzatore dal 01/07/2021. Personalmente ritengo che questa "oggettiva" lettura sia alquanto ottimistica se vista in relazione al tenore che ha sempre permeato la procedura oltre che per il fatto che nei successivo comma 11 il Legislatore ha riconfermato le deroghe al divieto di licenziamento anche per i datori di lavoro che intendessero procedervi dal 01/07/2021 e che, ragionandoci, sarebbero inutili se non richiedessi trattamenti di cassa e procedessi liberamente al licenziamento. 
Deroghe sulla proroga/rinnovo acausale dei contratti a tempo determinato (Art. 17 commi 1 e 2)
Anche quì non troviamo sostanziali novità nella lettura del comma 1 che, di fatto, proroga fino al 31/12/2021 la possibilità di derogare per una sola volta all'apposizione della causale (art. 19 comma 1 Dlgs 81/2015) e al numero di proroghe e dello stop & go (art. 21 Dlgs 81/2015) per gli accordi sottoscritti dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
E' invece novità assoluta la disposizione del comma 2 che segna un sostanziale "punto zero" della deroga anche per i datori di lavoro che ne avessero precedentemente fruito ai senzi dei precedenti disposti normativi.

Attendiamo ora la pubblicazione del decreto in GU per conoscere la decorrenza esatta delle disposizioni e dei chiarimenti che Ministero e Inps rilasceranno in merito ai tanti dubbi operativi sopra commentati.




Articolo di Bruno Olivieri
(Consulente del Lavoro in Pescara)