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Somministrazione lavoro a tempo determinato e obbligo della causale

Torniamo con questo articolo su un tema trattato precedentemente che riguarda l'orientamento giurisprudenziale inerente l'obbligo della causale nel contratto di somministrazione ovvero della indicazione delle ragioni di carattere tecnico produttivo e organizzativo o sostitutivo del ricorso alla somministrazione.

L'ultimo riferimento ci viene fornito dalla sentenza delle Corte di Cassazione n. 15366 del 6 giugno 2019 avverso una sentenza della Corte d'Appello di Napoli che si pronunciava sulla infondatezza della richiesta di conversione del rapporto a tempo indeterminato per la mancata indicazione scritta della causale dell'assunzione nella somministrazione a tempo determinato,con la motivazione che la stessa era venuta meno a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 5 del D.Lgs. n. 251/2004.


La Cassazione ha ribaltato il giudizio affermando che il suddetto D.lgs 251/2004 come anche le recenti modifiche ex D.L. n. 87/2018 (Decreto Dignità) non hanno intaccato in nessun modo l’obbligo di stipulare il contratto in forma scritta, né tantomeno quello di indicare le ragioni di carattere tecnico produttivo e organizzativo che hanno determinato la scelta.


Regime forfettario e somministrazione lavoro: si considera datore di lavoro l' utilizzatore e non l' agenzia interinale

Torniamo nuovamente ad analizzare le molteplici circostanze in cui dev'essere verifica l'esclusione o meno dall'applicabilità del regime forfettario in caso l'attività venga svolta a favore dell'ex datore di lavoro.

Il caso in questione riguarda un lavoratore somministrato che nel 2018 veniva assunto da un' agenzia interinale al fine di prestare la propria attività presso l'utilizzatore per un periodo determinato e che, dopo aver cessato il rapporto di lavoro con l' agenzia interinale, sottoscriveva nel 2019 un accordo di collaborazione con lo stesso utilizzatore.

La preclusione di cui alla lettera d-bis) del comma 57 della Legge 190/2014 opera per i soggetti che svolgono prevalentemente l' attività nei confronti di coloro che sono, o sono stati nei due anni precedente, loro datori di lavoro.
Premesso che nella somministrazione lavoro il rapporto di lavoro è quello tra Agenzia e lavoratore somministrato, tuttavia l'Agenzia delle Entrate allarga la preclusione anche al caso prospettato.
Chiarisce la motivazione nella risposta all'interpello n. 179/2019 del 04/06/2019 e fondandola sul fatto che il D.Lgs 81/2015 attribuisce all' utilizzatore poteri e obblighi generalmente riconducibili alla figura del datore di lavoro e, pertanto, sotto il profilo sostanziale, deve essere considerato in questo caso datore di lavoro il soggetto presso cui l' attività di lavoro viene svolta e non l' agenzia interinale.

(Fonte Sole 24Ore del 05/06/2019)

Rientro al forfettario con aliquota agevolata se entro il quinquennio

Continuiamo l'analisi con i molteplici casi di applicabilità del nuovo regime forfettario a seguito delle variazioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 L. 145/2018.
Il caso analizzato riguarda un contribuente forfettario che, fuoriuscito per il superamento del limite dei ricavi, possa riaccedervi a seguito dell'innalzamento delle soglie a decorrere dal 01/01/2019.

L'analisi si focalizza sull'applicabilità dell'agevolazione prevista per le c.d. "start up" con aliquota del 5% per i primi 5 anni di attività anche quando il contribuente sia uscito e ritransitato nel regime agevolato.

La risposta al caso in questione trova fondamento nell'orientamento dell'Agenzia delle Entrate fornito con la circolare 10E/2016 in analoga circostanza in cui si vedeva riconosciuta la suddetta possibilità a un contribuente che nel 2014, pur in presenza dei requisiti per accedere al forfettario, aveva applicato il regime ordinario e che, avendo revocato l' opzione, applicava a decorrere dal 2016 il regime forfettario con l' ulteriore agevolazione dell' aliquota del 5% fino alla fine del quinquennio agevolato.

Fonte Sole24Ore del 29/05/2019