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Under 36 e Assunzione Donne: una breve panoramica sulle misure "straordinarie previste dalla Legge di Bilancio 2021

La Legge 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) ha previsto delle "misure straordinarie" per il biennio 2021-2022 a favorire l'occupazioni di giovani e donne.

Le misure in oggetto costituiscono una forma di sostegno e incentivazione all'occupazione (in linea teorica) complementari a quelle emergenziali ai fini del "risanamento" del mercato del lavoro per le assunzioni effettuate dal 1 gennaio 2021. 

Ho enfatizzato una positività teorica perché "operativamente" assistiamo ad uno scenario di stagnazione della reale fruibilità delle misure e del loro coordinamento con quelle già in essere.

Le agevolazioni "straordinarie" per l'occupazione di giovani Under 36 e per l'assunzione delle donne si incardinano sostanzialmente su una struttura concettuale di agevolazioni "strutturali" già esistenti

  • Agevolazione per l'assunzione di giovani Under 30 ex L. 205/2017
  • Agevolazione per l'assunzione di lavoratori con almeno cinquant'anni, disoccupati da oltre dodici mesi, e di donne di qualunque età, prive di impiego da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di impiego da almeno sei mesi e appartenenti a particolari aree ex L. 92/2012
Sui presupposti normativi suddetti il Legislatore è intervenuto a creare "ulteriori" forme agevolative; sono pertanto "nuovi" e ulteriori incentivi che, seppur di medesima ispirazione, non precludono la possibilità di accedere a quelli già in essere (in quanto strutturali).

Tornando in premessa a ciò che attiene le modalità con cui il piano agevolativo ex L. 178/2020 si incastra nelle misure emergenziali a sostegno del lavoro, la principale problematica si rinviene nei ritardi sull'operatività delle nuove agevolazioni che sono, a oggi, in attesa dell’autorizzazione della Commissione europea, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Questa non operatività delle misure agevolative per le nuove assunzioni (e trasformazioni) effettuate dal 1 gennaio 2021 ci mette nelle condizioni di fermarci e fare alcune valutazioni che impattano sui costi aziendali dei datori di lavoro.
Senza operatività delle misure ex L. 178/2020 il datore di lavoro si trova nelle condizioni di dover anticipare finanziariamente la contribuzione c/azie esonerabile per recuperarla successivamente. Ora la valutazione è triplice :
  • in che termini l'azienda può finanziariamente permettersi l'anticipazione?
  • che "costo aziendale" ha l'anticipazione finanziaria della contribuzione datoriale?
  • l'immobilizzazione in anticipazione contributiva quali effetti ha sugli investimenti aziendali?
Se proviamo a rispondere a queste domande probabilmente ci rendiamo contro che la valutazione non è affatto semplice di fronte uno scenario in contesa tra strutturalità ed eccezionalità.

Un esempio diretto lo è la valutazione che potremmo fare mettendo a confronto l'esonero per l'assunzione dei giovani ex L. 205/2017 ed ex L.- 178/2020 in cui i "pro"  di ciascuno si tramutano in "contro" dell'altro

Agevolazione assunzione Under 30 ex L. 205/2017

PRO: 
  1. immediatamente fruibile (strutturale);
  2. compatibile con ulteriore incentivo Decontribuzione Sud per la contribuzione datoriale residuale;
  3. non richiede nessuna verifica/obbligo in relazione a licenziamenti ante e post assunzione ;
CONTRO:
  1. agevolazione concessa per il 50% della contribuzione datoriale nei limiti di 3000 euro annui
  2. agevolazione concessa per assunzione di giovani under 30
  3. durata dell'agevolazione 36 mesi
Agevolazione assunzione Under 36 ex L. 178/2020

PRO: 
  1. agevolazione concessa per il 100% della contribuzione datoriale nei limiti di 6000 euro annui
  2. agevolazione concessa per assunzione di giovani under 36
  3. durata dell'agevolazione 36 mesi elevata a 48 per le assunzioni effettuate nel biennio 2021-2022 nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna
CONTRO:
  1. non immediatamente fruibile (in attesa autorizzazione UE);
  2. non compatibile con ulteriore incentivo Decontribuzione Sud per incapienza;
  3. spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei sei mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei nove mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva”.



Articolo di Bruno Olivieri
(Consulente del Lavoro in Pescara)

Le prime considerazioni delle misure in materia lavoro previste dal D.L. Sostegni

Siamo in attesa della sola  pubblicazione in G.U. ma intanto facciamo qualche considerazione che nasce dalla lettura del testo normativo bollinato.

Più che "novità" le disposizioni in materia lavoro contenute nel D.L. Sostegni sono proroghe di disposizioni già precedentemente disciplinate sino al precedente testo della L. 178/2020 (Legge di bilancio 2021) e che proveremo a riassumere e comentare insieme.

Cassa Integrazione Covid-19 (Art. 8 da commi 1 a 8)
Siamo di fronte ad una mera proroga, dal 01/04/2021, dei termini del trattamento di integrazione salariale di un ulteriore periodo di
  • (comma 1) 13 settimane di cassa integrazione ordinaria per aziende rientranti nei settori industria e edilizia da utilizzare entro il 30/06/2020;
  • (comma 2) 28 settimane di cassa integrazione in deroga e assegno ordinario per le aziende rientranti nei restanti settori da utilizzare entro il 31/12/2020.
In relazione alla durata troviamo già la prima criticità ovvero che nuovamente le settimane di integrazione salariale non copriranno l'intero periodo, terminando la CIGO il 27/06/2021 e CIGD e AO il 10/10/2021.
Una problematica di non poco conto se si considera che già la precedente proroga ex L. 178/2020 copre sino al 28/03/2021 e che la cassa del DL Sostegni non potrà essere utilizzata per coprire l'intera settimana a cavallo tra marzo e aprile, seppur per il periodo dal 01/04 la settimana sarà comunque computata come per intera.
Accogliamo positivamente l'ammissione al trattamento in oggetto per tutti i lavoratori in essere alla data di entrata in vigore del decreto medesimo, non riscontrando alcuna variazione in merito ai termini decadenziali di presentazione delle domande.

Il flusso Uniemens Cig sostituisce i mod. SR41 (Art. 8 da commi 1 a 8)
Esordisce la novità in materia di comunicazione dei dati per il pagamento diretto (SR41) che, come preannunciato dal comunicato stampa del CNO CdL del 22/01/2021, sarà sostituito dal tracciato Uniemens CIG, ovvero l'integrazione dei dati per il pagamento diretto nel modello Uniemens.

Proroga del divieto dei licenziamenti (Art. 8 commi da 9 a 11)
Anche per quanto riguarda questa procedura siamo davanti alla medesima precedentemente conosciuta che inibisce la possibilità di procedere a licenziamenti individuali e collettivi di natura economica, sospendendo anche le procedure pendenti a partire dal 23/02/2020.
Il divieto dei licenziamenti si incardina sempre in funzione della possibilità di accedere alla cassa covid e nello specifico:
  • (comma 9) divieto "fisso" generalizzato a tutti i settori fino al 30/06/2021;
  • (comma 10) il divieto si allunga fino al 31/10/21 per le aziende che possono accedere alla CIGD e AO e, dalla lettura del testo normativo, sembrerebbe divenire "condizionato" alla fruizione della cassa covid, escludendo dall'obbligo i datori di lavoro che non fruiscono dell'ammortizzatore dal 01/07/2021. Personalmente ritengo che questa "oggettiva" lettura sia alquanto ottimistica se vista in relazione al tenore che ha sempre permeato la procedura oltre che per il fatto che nei successivo comma 11 il Legislatore ha riconfermato le deroghe al divieto di licenziamento anche per i datori di lavoro che intendessero procedervi dal 01/07/2021 e che, ragionandoci, sarebbero inutili se non richiedessi trattamenti di cassa e procedessi liberamente al licenziamento. 
Deroghe sulla proroga/rinnovo acausale dei contratti a tempo determinato (Art. 17 commi 1 e 2)
Anche quì non troviamo sostanziali novità nella lettura del comma 1 che, di fatto, proroga fino al 31/12/2021 la possibilità di derogare per una sola volta all'apposizione della causale (art. 19 comma 1 Dlgs 81/2015) e al numero di proroghe e dello stop & go (art. 21 Dlgs 81/2015) per gli accordi sottoscritti dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
E' invece novità assoluta la disposizione del comma 2 che segna un sostanziale "punto zero" della deroga anche per i datori di lavoro che ne avessero precedentemente fruito ai senzi dei precedenti disposti normativi.

Attendiamo ora la pubblicazione del decreto in GU per conoscere la decorrenza esatta delle disposizioni e dei chiarimenti che Ministero e Inps rilasceranno in merito ai tanti dubbi operativi sopra commentati.




Articolo di Bruno Olivieri
(Consulente del Lavoro in Pescara)

CU2021: clausola di salvaguardia nei punti 478, 479 e 480

L'art. 121 del DL 34/2020 (Decreto Rilancio) prevede una disposizione volta a garantire l'erogazione del Bonus Renzi (art. 13, comma 1-bis del TUIR) fino al 30/06/2020 e del Trattamento Integrativo (DL 3/2020) dal 01/07/2020 a soggetti che hanno fruito dei trattamenti sostitutivi della prestazione lavorativa persa con causale covid-19.
La disposizione è detta "clausola di salvaguardia" inserita per garantire l'erogazione anche in situazioni di "incapienza" determinata per effetto di una contrazione del reddito per la riduzione/sospensione della prestazione lavorativa.
Il funzionamento della clausola di salvaguardia prevede che il sostituto d'imposta, nel verificare la capienza per l'erogazione dei trattamenti suddetti, consideri, oltre il reddito certificato di cui ai punti 1 e 2 della CU, anche il "reddito contrattuale" ovvero il reddito che il lavoratore avrebbe ordinariamente percepito sulle ore di integrazione salariale invece alternativamente fruite.

Operativamente l'indicazione dei dati utili ai fini dell'applicabilità della clausola di salvaguardia sono quelli di cui ai punti da 478 a 480; vediamone la compilazione.
  • Punto 478: viene barrato in tutte quelle situazioni in cui il percipiente è stato destinatario di prestazioni a sostegno al reddito per le circostanze che ne hanno determinato una riduzione della prestazione lavorativa contrattualemnte pattuita;
  • Punto 479: il campo in questione viene compilato indicando l'ammontare delle somme lorde anticipate dal datore di lavoro a titolo di trattamento sostitutivo della prestazione lavorativa persa con causale covid-19. Parliamo ad esempio di anticipazione a conguaglio su DM10 di Assegno Ordinario FIS, Cassa Integrazione Ordinaria o di pagamento Assegno Ordinario FSBA rimborsato dal Fondo;
  • Punto 480: il campo in questione, a differenza del precedente, dev'essere sempre compilato in caso sia stato barrato il punto 478. In questo viene indicata la retribuzione che il lavoratore avrebbe "ordinariamente" percepito in relazione alle ore di trattamento a sostegno del reddito con causale covid-19.
Il punto più discusso dell'elaborazione delle CU è senz'altro il punto 479 in quanto le istruzioni delle CU2021 sono state alquanto "evasive e ambigue" sulla sua compilazione. Tuttavia a guidarci sulla compilazione può venirci in aiuto il ragionamento su quello che sarà il funzionamento dei dati dei suddetti punti nei dichiarativi fiscali (Modello Unico PF e Modello 730).

Ci viene in aiuto l'allegato tecnico al Modello Unico PF 2021 che, in relazione ai dati esposti nei punti 479 e 480, ci indica che la "clausola di salvaguardia" si ritiene attivata se viene verificata il raggiungimento di un reddito "virtuale" di almeno 8.147,00 euro per effetto del reddito contrattuale sommato a quello effettivamente percepito e certifiato.

La formula indicata nell'allegato tecnico è la seguente:

(reddito imponibile fiscale punto 1 + punto 2 CU2021) + (altro reddito assogg. imposta sostitutiva) - (redditi percepiti di cui punto 479 CU2021) + (reddito contrattuale di cui punto 480 CU2021)


In base alle istruzioni dell'allegato tecnico verifichiamo che il punto 479 della CU2021 è un "di cui" sia del reddito certificato di cui ai punti 1 e 2, sia del reddito virtuale di cui al punto 480.

In tale circostanza l'esposizione del dato di cui al punto 479 diviene fondamentale per comprendere quanto del reddito di cui già al punto 1 e 2 della CU2021 sia da attribuire a prestazioni che solo "finanziariamente" sono state anticipate dal datore di lavoro e che devono essere sottratte da quelle dei suddetti punti 1 e 2 per verificare l'attivazione o meno della clausola di salvaguardia.




Articolo di Bruno Olivieri
(Consulente del Lavoro in Pescara)