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Costituzione di rapporto di lavoro alle dipendenze del committente nell'appalto

Fonte DTL Modena

Il Tribunale di Milano, con sentenza del 15 aprile 2014, ha affermato che i termini per il ricorso giudiziale finalizzato ad ottenere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze del committente, cosa che presuppone l’accertamento di irregolarità nel contratto di appalto, è sempre soggetta al temine di decadenza previsto dall’art. 32, comma 4, della legge n. 183/2010 (60 giorni per l’impugnativa di natura stragiudiziale e 180 giorni per il ricorso), senza che la stressa norma possa unicamente riferirsi alle sole ipotesi nelle quali sia stato adottato un atto assimilabile al licenziamento.

I primi chiarimenti dell'Ente Previdenziale INPS sul Jobs Act

Fonte DTL Modena

L'INPS, con il messaggio n. 4152 del 17 aprile 2014, fornisce alcuni chiarimenti in merito alle disposizioni, di natura contributiva, previsti dal decreto legge n. 34/2014.

Contratto a tempo determinato

Con riferimento agli aspetti di carattere contributivo, va considerata la portata della norma 
riguardo al contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all'1,4% della 
retribuzione imponibile ai fini previdenziali (articolo 2, c. 28, della legge n. 92/2012), nonché 
al regime agevolato per le aziende con meno di 20 dipendenti, che assumono personale 
con contratto a tempo determinato in sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo di
maternità, che hanno uno sgravio contributivo del 50% sui contributi a carico del datore di 
lavoro (articolo 4 del D.L.vo n. 151/2001).
Nel primo caso, il datore di lavoro dovrà continuare a dare notizia della particolare tipologia 
assuntiva. 
Ne consegue che, per quanto sia venuta meno la causale ai fini della legittimità del contratto 
a tempo determinato, ove quest’ultimo venga stipulato in relazione a una sostituzione, i 
datori di lavoro dovranno continuare a compilare il flusso UniEmens secondo le indicazioni 
contenute nell'allegato tecnico, valorizzando l’elemento con il previsto codice A.
Nel secondo caso, ai fini dell’accesso e della fruizione dell’agevolazione spettante, i datori di 
lavoro interessati dovranno continuare ad utilizzare la prassi in uso.
In merito alla Restituzione del contributo addizionale ASpI nel caso di trasformazione di un 
contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato o di successiva 
riassunzione a tempo indeterminato di un lavoratore a termine nell'arco di 6 dalla cessazione,
l'Istituto ha dichiarato l'ammissibilità della restituzione del contributo anche qualora la 
trasformazione o la successiva assunzione a tempo indeterminato sia effettuata con un 
rapporto di apprendistato.

Apprendistato

L’Istituto chiarisce che l'abrogazione dell'istituto della stabilizzazione riguarda sia quella legale 
che quella contrattuale prevista dalla contrattazione collettiva.
Dalla data di entrata in vigore delle nuove norme, inoltre:
  • il piano formativo individuale dell’apprendista non deve più necessariamente essere redatto per iscritto;
  • nell’apprendistato professionalizzante, diviene facoltativa la formazione di base e trasversale, ossia quella che avrebbe dovuto essere erogata dalla Regioni;
  • nell’apprendistato di primo livello, finalizzato all’acquisizione di una qualifica o di un diploma professionale, è consentito che il compenso per le ore di formazione venga corrisposto nella misura del 35% del monte ore complessivo.


RICHIESTA CERTIFICATO PENALE NEL LAVORO DOMESTICO

Fonte: consulentidellavoro.it
Il ministero del lavoro con la circolare n.9/14 interviene sul nuovo obbligo del certificato penale dei lavoratori da adibire ad attività con contatti diretti e continuativi con i minori (Dlgs n.39/14), confermando l'orientamento già espresso dal ministero della giustizia sul fatto che il nuovo adempimento riguarda esclusivamente i rapporti di lavoro costituiti a partire dal 6 aprile.
Il ministero spiega che il nuovo obbligo riguarda i datori di lavoro che impiegano personale per lo svolgimento di attività professionali che comportino contatti diretti e regolari con minori, comprese le agenzie di somministrazione qualora dal relativo contratto di fornitura risulti evidente l'impiego del lavoratore nelle predette attività.
La dizione «impiego al lavoro» ricomprende anche quelle forme di attività di natura autonoma che comportino un contatto continuativo con i minori fra le quali, in primo luogo, eventuali ipotesi di collaborazione, anche a progetto, associazione in partecipazione ecc.
Sono, invece, esclusi dal nuovo adempimento i datori di lavoro domestico nel caso di assunzione di baby-sitter o di persone impiegate in attività che comportino contatti diretti e regolari con minori. Questo perché il legislatore ha inteso tutelare i minori quando gli stessi sono al di fuori dell'ambito familiare, ambito nel quale il genitore “datore di lavoro” può direttamente con maggior efficacia attuare tutte le cautele necessarie nei confronti del bambino/ragazzo.