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Servizio di “Car Sharing” e impatto sul Reddito di lavoro dipendente: Risoluzione AdE 83/2016

Con la risoluzione n. 83/E del 28/09/2016, l'Agenzia delle Entrate fornisce un parere in merito alla natura dei rimborsi effettuati dal datore di lavoro al dipendente per le spese di trasporto sostenute mediante l'utilizzo del servizio di "Car Sharing".

Ricordiamo brevemente che il car sharing si è un servizio che permette al richiedente di utilizzare un'automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio, e pagando in ragione dell'utilizzo fatto.

In risposta al quesito posto dall'Istante in merito all'assimilazione di suddette spese ai rimborsi ex articolo 51, comma 5, del TUIR per quanto riguarda le esenzioni previste dal suddetto articolo, il Legislatore fornisce parere positivo chiarendo i rimborsi delle relative spese in favore dei dipendenti in trasferta nel territorio comunale, documentate nei modi indicati, possano essere ricondotti nella previsione esentativa di cui al comma 5 del medesimo art. 51.

Fonte: Agenzia delle Entrate

Correttivo al D.Lgs 151/2015 in tema di Dimissioni On line

Il testo di Legge approvato dal CdM dello scorso 23/09/2016, nell'attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, apporta delle variazioni anche in relazione alle disposizioni contenute nel D.Lgs 151/2015 (Decreto Semplificazioni) a riguardo della procedura delle Dimissioni Telematiche.

Sulla base del nuovo testo normativo, dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, tra i soggetti autorizzati alla procedura di convalida telematica dovrebbero essere inseriti anche i Consulenti del Lavoro.

Si riporta di seguito il testo dell'art. 26 D.Lgs 151/2015 in attesa di approvazione:

Art. 26 – Dimissioni volontarie e risoluzione consensuale
1. Al di fuori delle ipotesi di cui all’articolo 55, comma 4, del decreto legislativo 26   marzo   2001,   n.   151,   e   successive modificazioni, le dimissioni e la risoluzione consensuale   del rapporto di lavoro sono fatte, a pena di inefficacia, esclusivamente con modalita’ telematiche su appositi moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito www.lavoro.gov.it e trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente con le modalita’ individuate con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui al comma 3.
2. Entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo di cui al comma 1 il lavoratore ha la facolta’ di revocare le dimissioni e la risoluzione consensuale con le medesime modalita’.
3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente   decreto   legislativo,   sono   stabiliti   i   dati   di identificazione del rapporto di lavoro da cui si intende recedere o che si intende risolvere, i dati di identificazione del datore di lavoro e del lavoratore, le modalita’ di trasmissione nonche’ gli standard tecnici atti a definire la data certa di trasmissione.
4. La trasmissione dei moduli di cui al comma 1 puo’ avvenire anche per il tramite dei patronati, delle organizzazioni sindacali , dei consulenti del lavoro, delle sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro nonché degli enti bilaterali e delle commissioni di certificazione di cui agli articoli 2, comma 1, lettera h), e articolo 76 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, il datore di lavoro che alteri i moduli di cui al comma 1 e’ punito con la sanzione amministrativa da euro 5.000 ad euro 30.000. L’accertamento e l’irrogazione della sanzione sono di competenza delle Direzioni territoriali del lavoro. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.
6. All’attuazione del presente articolo si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie gia’ disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
7. I commi da 1 a 4 non sono applicabili al lavoro domestico e nel caso in cui le dimissioni o la risoluzione consensuale intervengono nelle sedi di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile o avanti alle commissioni di certificazione di cui all’articolo 76 del decreto legislativo n. 276 del 2003.
8. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a far data dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 3 e dalla medesima data sono abrogati i commi da 17 a 23-bis dell’articolo 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92.
8-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Fonte: Dottrina Lavoro e Governo

Decreto correttivo del Jobs Act: testo approvato con CdM n. 131 del 23/09/2016

Lo scorso 23 settembre 2016, il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi approvando definitivamente il testo che apporterà integrazioni e modifiche ai decreti attuativo del Jobs Act (L. 183/2014).

Le modifiche più importanti sono certamente quelle "operative" ovvero che riguardano aspetti pratici e di applicabilità delle disposizioni introdotte nel corso del 2015, ricordando che le modifiche che saranno ufficializzate con la pubblicazione in G.U. riguardano anche aspetti amministrativi in relazione all'organizzazione del Ispettorato Nazionale del Lavoro, ANPAL e ISFOL.

Tra le modifiche più attese è certamente quella al D.Lgs 81/2015 volta alla maggiore tracciabilità dei buoni lavoro (voucher) in relazione al lavoro accessorio.

Viene, quindi confermata, quanto anticipato in termini di "comunicazione preventiva" della prestazione lavorativa almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione stessa. Il committente dovrà comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione. 

I committenti imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.

In caso di violazione degli obblighi di comunicazione si applica la medesima sanzione prevista per il lavoro intermittente ovvero la sanzione amministrativa da euro 400 a 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.

Nel testo definitivo troviamo anche modifiche al D.Lgs 148/2015 per gli ammortizzatori sociali, come ad esempio la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà «difensivi» in contratti di solidarietà «espansivi», così da favorire l’incremento degli organici e l’inserimento di nuove e più aggiornate competenze

Nulla viene riportato a riguardo delle modifiche prospettate alle dimissioni telematiche la cui operatività rimane, per ora, tale (nullità del recesso dal rapporto in caso di mancato adempimento preventivo del lavoratore dimissionario)


Fonte: Governo, Dottrina Lavoro