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Sicurezza sul lavoro e responsabilità del medico competente

Riportiamo in questo articolo quanto espresso dalla Suprema Corte in merito alla responsabilità del medico competente ex art. 25 del D.L.vo n. 81/2008

Con sentenza n. 35425 del 24 agosto 2016, la Sezione Penale della Corte di Cassazione ha affermato che cade nella violazione dell’art. 25, lettera b)* , del D.L.vo n. 81/2008 il medico competente che dopo aver individuato un rischio sanitario, sia pure basso, non abbia previsto per lo stesso la sorveglianza sanitaria.

b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici piu' avanzati;

Fonte: Dottrina Lavoro

Imputazione della revoca della sospensione dell’attività imprenditoriale: Nota MLPS n. 13792 del 12 luglio 2016

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la nota n. 13792 del 12 luglio 2016 fornisce indicazioni operative circa l'imputazione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale.
Con la suddetta nota il MLPS chiarisce che destinataria del provvedimento è sempre l'azienda stessa quale unica obbligata e non anche il legale rappresentante (salvo i casi di ditta individuale in cui le due figure sono coincidenti).

Di seguito il testo della Nota Ministeriale.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Nota 12 luglio 2016, prot. n. 37/0013792
Oggetto: Modalità operative in caso di inottemperanza al pagamento dell’importo residuo della somma richiesta ai fini della revoca della sospensione ex art. 14, comma 5 bis, del D. Lgs. n. 81/2008. Istituzione nuovi codici per l’iscrizione a ruolo.
Facendo seguito alle note nn. prot. 10084 del 18/5/2016 e 13200 del 5/7/2016 di pari oggetto si forniscono di seguito ulteriori indicazioni per effettuare l’iscrizione a ruolo degli importi residui di cui all’art. 14, comma 5 bis, D. Lgs. n. 81/2008.
In particolare si richiama l’attenzione sulla corretta imputazione delle somme oggetto delle relative iscrizioni a ruolo che dovranno essere riferite esclusivamente all’impresa destinataria del provvedimento di sospensione e non al soggetto persona fisica che ricopre la carica di responsabile legale della stessa.
Ciò in quanto la somma dovuta ai fini della revoca del provvedimento e per la riapertura dell’attività non riveste la natura di sanzione amministrativa trattandosi di una mera somma aggiuntiva il cui versamento è condizione necessaria per la riapertura dell’attività sospesa.
Quanto sopra emerge con chiarezza già da quanto precisato nella circolare di questo Ministero n. 33/2009, laddove nel ripercorrere i presupposti per l’adozione del provvedimento di sospensione, affrontando la parte relativa alle gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, si precisava che “le violazioni da prendere in considerazione ai fini dell’adozione del provvedimento, sono evidentemente tutte quelle commesse successivamente all’entrata in vigore del D. Lgs. n. 106/2009 (20 agosto u.s.) – in osservanza del principio di legalità che, anche in tali casi, occorre richiamare – e riferibili alla medesima impresa, indipendentemente dalla persona fisica sanzionata e che ha agito per conto della stessa”.
Anche alla luce di un’interpretazione operata sul piano sistematico, va evidenziato che il legislatore, in altri ambiti, pone a carico dell’impresa effetti che non hanno carattere sanzionatorio quali conseguenze delle violazioni materialmente commesse dai soggetti aventi la rappresentanza legale; si consideri ad esempio l’art. 8 del D.M. 30/1/2015 in materia di DURC on line secondo cui “Ai fini del godimento di benefici normativi e contributivi sono ostative alla regolarità, ai sensi dell’art. 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le violazioni di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro individuate nell’allegato A, che costituisce parte integrante del presente decreto, da parte del datore di lavoro o del dirigente responsabile, accertate con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi, inclusa la sentenza di cui all’art. 444 del codice di procedura penale. Non rileva l’eventuale successiva sostituzione dell’autore dell’illecito.’
Alla luce delle considerazioni appena svolte si deve ritenere che il destinatario unico del provvedimento di sospensione e dei suoi effetti compreso l’obbligo di versare la predetta somma aggiuntiva sia l’impresa la cui attività è stata oggetto del provvedimento di sospensione.
Per quanto sopra, in sede di iscrizione a ruolo delle somme in argomento occorrerà indicare esclusivamente l’impresa come unica obbligata.
In proposito è appena il caso di evidenziare che affinché possa considerarsi correttamente perfezionata la procedura di iscrizione a ruolo, la notificazione del provvedimento di revoca della sospensione dovrà essere effettuata nei confronti dell’impresa seguendo le indicazioni contenute nella modulistica attualmente in uso sul sistema SGIL.
Dal punto di vista procedurale va infine precisato che – a causa dell’impossibilità tecnica di far partire il conteggio degli interessi legali da una data antecedente rispetto a quella di notifica del provvedimento di accoglimento dell’istanza di pagamento dilazionato – gli uffici in indirizzo dovranno sempre indicare, ai fini del conteggio degli interessi, la data di notificazione di quest’ultimo provvedimento anziché quella della presentazione della istanza di revoca. Ciò anche nei residuali casi in cui le due date non coincidano.

Dimissioni telematiche e termine periodo di formazione nell'apprendistato

Riportiamo in questo articolo una delle ultime FAQ riguardanti la nuova procedura di convalida delle dimissioni e risoluzione consensuale in vigore dallo scorso 12 marzo 2016.

47. Il recesso dell'apprendista al termine del periodo di apprendistato di cui all'articolo 42, comma 4, del decreto legislativo 81/2015 si deve manifestare attraverso la procedura telematica dell’articolo 26 del Decreto Legislativo 151/2015?
Sì, il recesso dell’apprendista si deve manifestare attraverso la procedura telematica, in quanto si tratta di un rapporto di lavoro subordinato, il quale, ove le parti non recedano dal medesimo, “prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato”, così come espressamente stabilito dall’art. 42, quarto comma, del Decreto Legislativo 81/2015.