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Legge di Bilancio 2021: le principali novità in materia lavoro

Una piacevole "chiacchierata" tra Colleghi Consulenti del Lavoro per discutere brevemente delle novità in materia lavoro previste dalla Legge di Bilancio 2021 n. 178/2020.
I temi trattati:
  • Smart working emergenziale (Dott.ssa Francesca Bravi, CdL in Milano)
  1. Fino a che data si può prorogare, ad oggi, lo smart working emergenziale?
  2. Fino a che data è possibile applicare lo smart working emergenziale alle casistiche particolari introdotte da tutta la normativa Covid (esempio genitori, soggetti fragili ecc)?
  • Deroghe alla disciplina ordinaria del tempo determinato (Dott. Gianluca Pillera, CdL in Monza):
  1. Quali sono del "deroghe" previste?
  2. Se si è già sfruttato la proroga in precedenza non è più possibile rinnovare?
  3. La possibilità vale sia per proroga e per rinnovo?
  • Divieto dei licenziamenti per GMO (Dott. Bruno Olivieri, CdL in Pescara):
  1. Divieto dei licenziamenti: cos'è?
  2. Divieto dei licenziamenti: fino a quando?
  3. Divieto dei licenziamenti: quali eccezioni?
  • Cassa Integrazione con causale COVID19 (Dott. Mirko Martorelli, CdL in Milano):
  1. Nel 2021 quali datori di lavoro possono richiedere gli ammortizzatori sociali Covid destinati ai lavoratori dipendenti? 
  2. Per quante settimane e con quali e modalità?
  3. Come gestire le assenze dei dipendenti dal 28/12 per i clienti che non hanno diritto ad ulteriori giornate di cassa nel 2020?
  • Potenziamento dell'agevolazione ex L. 92/2012 nell'assunzione delle donne (Dott.ssa Francesca Zucconi, CdL in Pavia):
  1. Cos'è e quali sono le novità?
  2. Quali requisiti devono essere soddisfatti dalle aziende per poter accedere a questa assunzione agevolata?
  3. Ad oggi, è già possibile procedere con l’assunzione agevolata?
  • Incentivo assunzione stabile giovani under 36 (Dott.ssa Sabrina Grazzini, CdL in Brescia):
  1. Cos'è e quali sono le novità?
  2. È possibile già usufruire dell’agevolazione?
  3. Bisogna verificare se il dipendente ha già avuto rapporti a tempo indeterminato?



Divieto di licenziamento: alcune riflessioni alla luce delle ultime disposizioni legislative

Il divieto dei licenziamenti (individuali e collettivi) per motivi economici ed organizzativi è una delle misure (forse tra le più discutibili) previste per fronteggiare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Discutibile non tanto per la finalità senza dubbio benevola (quella di preservare i posti di lavoro evitando una "forzosa" riduzione riduzione del personale), quanto più per le modalità con cui il Legislatore ha imposto, a parere dello scrivente, la propria linea di garantismo sociale a scapito di principi e libertà di iniziativa imprenditoriale. 

Il divieto dei licenziamenti nasce con la prima "inflessibile" disposizione contenuta nel Decreto Cura Italia (DL 18/2020) per poi modellarsi, ridisegnarsi (direi fortunatamente) in alcuni aspetti sino all'ultima disposizione contenuta nella L. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021).

Divieto dei licenziamenti: cos'è?
Trattasi del divieto, dal 23 febbraio 2020, di avvio di nuove procedure e di sospensione delle procedure pendenti ex art. 3 della legge n 604/1966 ed ex art. 4, 5 e 24 della legge n. 223/1991, pena nullità dei provvedimenti stessi.
Come anticipato in premessa la norma viene concepita in propedeuticità agli ammortizzatori sociali con causale Covid-19 e alcune modifiche ad altri strumenti (congedi parentali, contratti a termine e smart working emergenziale) con la congiunta finalità di mantenere in vita i rapporti di lavoro.

Divieto dei licenziamenti: fino a quando?
  • Decreto Cura Italia (DL 18/2020): trattasi di un termine prefissato all'interno di un preciso intervallo temporale dal 17 marzo e fino al 17 agosto 2020;
  • Decreto Agosto (DL 104/2020): la durata del divieto diviene "mobile" in quanto l'intervallo di vigenza è vincolato alla integrale fruizione dei trattamenti di integrazione salariale con causale Covid-19 o dell'esonero alternativo. Pertanto il divieto diviene circoscritto ad un intervallo prolungato sino al 31/12/2020 anticipato qualora la fruizione degli strumenti sopra indicati avesse scadenza antecedente;
  • Decreto Ristori (DL 137/2020): il divieto viene esteso con un termine "fisso" fino al 31/01/2021 parallelamente al rifinanziamento della cassa integrazione con causale Covid-19 per ulteriori 6 settimane;
  • Legge Finanziaria 2021 (L. 178/2020): senza ulteriori modifiche, il termine di vigenza viene prolungato al 31/03/2021.

Divieto dei licenziamenti: quali eccezioni?

Nonostante la rigidità con cui viene istituita la disposizione con il DL 18/2020, il DL 104/2020 prevede specifiche casistiche in cui il datore può legittimamente procedere con i recessi:
  • licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell'attività, con messa in liquidazione della società senza alcuna continuazione dell'attività;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo;
  • licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione.
Divieto dei licenziamenti: qualche riflessione sugli accordi.

Una delle eccezioni poste in deroga al divieto dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo è quella di sottoscrizione di specifici accordi collettivi aziendali con cui si valutasse e incentivasse l'esodo dei lavoratori con una specifica valutazione sulla effettiva sussistenza dei motivi del recesso e un adeguato indennizzo per il lavoratore.
L'accordo in questione è uno strumento totalmente innovativo che nulla ha a che vedere con gli accordi ex L. 223/91 o ancora con gli accordi individuali ex art. 410 c.p.c.
In una prima iniziale "incertezza applicativa" abbiamo assistito ad una rincorsa alla sottoscrizione di accordi in sede protetta per sancire (indubbiamente aggiungerei) la non impugnabilità dei recessi avvenuto in vigenza dei divieti.
A rafforzare questa rincorsa ha senz'altro contribuito la possibilità concessa dall'INPS di accoglimento delle domande di indennità NASpI per i licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo comminati nel periodo di vigenza del divieto imposto dal Decreto Cura Italia.
Un po' di luce viene fatta con il messaggio INPS n. 4464 del 26 novembre 2020 con cui viene specificamente sancita la natura dell'accordo con specifica propedeuticità ai fini dell’accesso all’indennità di disoccupazione NASpI.
L'accordo collettivo in deroga al divieto di licenziamento si configura come atto con cui le Parti sanciscono una risoluzione consensuale incentvata (non licenziameno) con apposito indennizzo economico e che, in deroga alla ordinaria disciplina di accesso al trattamento NASpI, consente l'accesso al trattamento in questione nonostante l'accesso ad uno stato di disoccupazione "concordato" del lavoratore.




Articolo di Bruno Olivieri
(Consulente del Lavoro in Pescara)

Fattura elettronica versione 1.6 - Le nuove regole dal 1 gennaio 2021 sul ciclo attivo

In realtà il nuovo formato è opzionabile già a partire dal 1° ottobre 2020 sulla base delle specifiche approvate dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 28.02.2020, poi modificato con Provvedimento del 20.04.2020; dal 01/01/2021 l’utilizzo delle nuove specifiche tecniche diventerà obbligatorio (facoltativo solo ciò che avrà esclusiva valenza ai fini delle comunicazioni e dichiarazioni precompilate ai fini IVA).

Facciamo qualche passaggio per comprendere finalità e oggetto delle nuove regole e del nuovo formato della fattura elettronica anche alla luce della guida rilasciate dall'Ade il 23.11.2020

FINALITA'
La finalità è quella di rispondere all'esigenza dell’Agenzia delle Entrate di mettere a  disposizione del contribuente la bozza delle liquidazioni Iva e della dichiarazione Iva e di semplificare alcuni adempimenti come l'Esterometro (facoltativo dal 2021 e obbligatorio dal 2022).

OGGETTO
Le variazioni che si vogliono metter in atto con il nuovo formato della fattura elettronica riguardano sostanzialmente l'introduzione di nuove "tipologie documento", "natura IVA" in relazione a talune operazioni non assoggettate a imposta.
In questa riorganizzazione è previsto anche l'assorbimento dell'esterometro, come previsto sulla bozza di legge di Bilancio dal 2022 sarà abrogato e sostituito dall'invio obbligatorio allo SdI delle fatture verso soggetti esteri e dei documenti con “tipo documento” TD17, TD18, TD19 per l’assolvimento dell’IVA sulle fatture ricevute dall’estero.

MODIFICHE SUL CICLO ATTIVO

1) introduzione dei nuovi tipi di documento


2) fatturazione differita
La principale novità riguarda le specifiche a riguardo della fatturazione differita che dovrà essere indicata con il nuovo codice TD24 (cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da un DDT o altro documento equipollente - con le caratteristiche stabilite dal d.P.R. n. 472/96 - che accompagni la merce), o TD25 ( il C/P con riferimento alle cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente - triangolazione interna -).

3) esposizione data fattura 
Sempre relativamente alle fatture differite altro argomento di interesse è la compilazione del campo 2.1.1.3 <Data> della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica.
Le ultime indicazioni indicano come obbligo quello di indicare come "data documento" una ricadente nel mese in cui è stata effettuata una delle cessioni di beni/prestazioni di servizi ovvero in cui è stato pagato in tutto o in parte il relativo corrispettivo, che la fattura documenta, seppur finora è stato ammesso di "retrodatare" il documento indicando come data documento una compresa tra quella dell’ultima operazione, ed il 15 del mese successivo (termine di emissione della fattura differita).

4) data fattura e data trasmissione ai fini dell'invio
In riferimento alle fatture elettroniche emesse a dicembre 2020 ma trasmesse nei primi giorni di gennaio 2021, quindi creata con il vecchio tracciato delle specifiche tecniche (versione 1.5), inserendo nel campo “Data” del file xml una data antecedente al 1°gennaio 2021, l'AdE conferma che  “il file non viene scartato perché i controlli effettuati dallo SdI sono relativi alla data del documento; quindi una fattura elettronica/comunicazione dati fattura (esterometro) con data, ad esempio, 31 dicembre 2020 ma trasmessa il 10 gennaio potrà essere accettata da SdI anche con il vecchio tracciato, mentre una fattura elettronica/comunicazione dati fattura (esterometro) con data 1° gennaio 2021 o successiva sarà accettata solo con il nuovo tracciato”. La risposta merita qualche riflessione. L’Agenzia in sostanza segnala che lo SdI verifica il campo “Data” del file xml con la seguente logica: se il campo riporta una data con anno 2020 è possibile generare il file ancora in base al vecchio tracciato mentre se la data si riferisce al 2021 occorre necessariamente utilizzare la nuova versione (1.6.2), pena lo scarto della fornitura.

5) note di variazione
Con l'introduzione della specifica riguardante la fatturazione differita ci si pone il quesito delle relative note di variazione sulle stesse.
A riguardo l'Agenzia delle Entrate segnala che continuerà ad utilizzarsi il codice TD04 (nota di credito) nel caso di variazione in diminuzione di una precedente fattura trasmessa con TD24 TD25 TD26 o TD27. 

6) nuovi codici natura IVA





Articolo di Bruno Olivieri
(Consulente del Lavoro in Pescara)