Per semplici richieste o suggerimenti contattateci cliccando quì (oppure utilizza il form sotto
),
specificando il quesito o la vostra richiesta e provvederemo a contattarvi al più presto per la risposta.

Trattamento integrativo redditi di lavoro dipendente tra dubbi e perplessità


Il D.L. n. 3 del 5 febbraio 2020, entrato in vigore il 6 febbraio 2020, ha previsto la riqualificazione del Bonus Renzi (ex DL 66/2014) e l'introduzione di una "nuova forma" per l'abbattimento dell'imposta lorda dei lavoratori dipendenti oltre una  certa soglia di reddito.
L'obiettivo sarà quello di ampliare la platea di coloro che beneficeranno della riduzione del cuneo fiscale con la sperimentazione nel periodo 1 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 di una forma sostitutiva del precedente Bonus Renzi quale "trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati" (art 1) e di una "ulteriore detrazione fiscale per redditi di lavoro dipendente e assimilati " (art. 2).
Il trattamento integrativo sarà erogato quale somma aggiuntiva che non concorre alla formazione del reddito di importo pari a 600 euro per l'anno 2020 e a 1.200 euro a decorrere dall'anno 2021, ovvero 100 euro mensili,  se il reddito complessivo non e' superiore a 28.000 euro.
La nuova detrazione, rapportata al periodo di lavoro, sarà di importo pari a: 
  • a) 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e' superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro
  • b) 480 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 5.000 euro.
Tutto quanto premesso tuttavia, in attesa dell'emanazione delle circolare dell'Agenzia delle Entrate che definirà l'operatività dei suddetti, i dubbi di gestione che intanto ne nascono non son pochi come anche puntualizzato dal CNO dei Consulenti del Lavoro presso la 6^ Commissione permanente del Senato (Finanze e Tesoro).

Vediamone qualcuno

Automaticità o esplicita richiesta di erogazione del trattamento integrativo
Il testo normativo riporta "è riconosciuta una somma a titolo di trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a 600 euro per l'anno 2020 e a 1.200 euro a decorrere dall'anno 2021, se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro" ma non  è chiaro se diventa un automatismo della prestazione come il bonus 80 euro di cui al comma 1- bis dell’art. 13 del TUIR oppure il lavoratore deve fare richiesta esplicita.
Inoltre per l'erogazione o meno del trattamento integrativo (ma vale anche per l'ulteriore detrazione) sarà sufficiente mantenere la dichiarazione presentata dal lavoratore a inizio anno?

Più rapporti di lavoro part time
In caso di più datori di lavoro per lo stesso dipendente nasce spontanea la domanda su quale debba essere il datore di lavoro che deve erogare il trattamento integrativo e quale, eventualmente, gestisce i conguagli.
Un interrogativo di non poco conto per evitare spiacevoli conguagli che potrebbero decretare anche la totale restituzione del trattamento integrativo corrisposto (ricordiamo eventualmente da trattenere in massimo 4 rate).

Abrogazione del Bonus Renzi e conguaglio per rapporti di lavoro cessati durante il 2020
Vista l’abrogazione dal 1° luglio della misura del bonus di 80 euro, in sede di cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno 2020, oppure in sede di conguaglio, ci si chiede se sarà possibile effettuare recuperi o integrazioni della quota spettante fino al 30 giugno 2020  lasciando, quindi, aperta la possibilità di conguaglio dopo il 1° luglio 2020 e comunque in dichiarazione dei redditi oppure 730.

Art. 18 D.L. 124/2019, “Collegato fiscale alla Legge di Bilancio” – Modifiche al regime dell’utilizzo del contante


Le nuove disposizioni dettate dall'art. 18 del D.L. 124/2019 portano a nuove modifiche sull'utilizzo del contante.

La soglia di utilizzo del contante è stata recentemente modificata dall'art. 1, comma 898, Legge n. 208/2015 che lo aveva fissato all'attuale soglia delle € 3.000.

A decorrere dal 1° luglio 2020  avremo delle nuove modifiche che vedranno progressivamente limitare l'utilizzo del contante nelle operazioni di trasferimento di denaro contante, libretti di depositi bancari, postali o titoli al portatore, fra soggetti diversi (persone fisiche e giuridiche).

  • Dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 divieto di utilizzare il contante per operazioni, anche frazionate, il cui valore è complessivamente pari o superiore a euro 2.000;
  • Dal 1 gennaio 2022  divieto di utilizzare il contante per operazioni, anche frazionate, il cui valore è complessivamente pari o superiore a euro 1.000.
Nel caso d’inosservanza dei limiti sopra esposti sarà applicabile dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 una sanzione dell'importo del minimo edittale di euro 2.000,00, il dal 1° gennaio 2022 il minimo edittale è fissato a euro 1.000,00.

Compensazione crediti in F24. Le novità dopo il Decreto Fiscale collegato alla Manovra di Bilancio 2020

Il D.L. n. 124/2019, convertito con modificazioni dalla Legge n. 157/2019, ha introdotto importanti novità a decorrere dal 27/12/2019 in relazione alle modalità di presentazione dei modelli F24 contenenti crediti d’imposta utilizzati in compensazione.

In relazione alle suddette disposizioni è intervenuta anche l'Agenzia delle Entrate che, con la risoluzione 110/E del 31/12/2019 ha fornito le prime indicazioni operative a riguardo.

Le nuove disposizioni riguardano essenzialmente due aspetti:
  • viene esteso l'obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito utilizzato in compensazione tramite modello F24 per importi superiori a euro 5.000 annui, precedentemente obbligatorio solo per l'IVA e ora esteso anche ai crediti sui redditi e IRAP, addizionali e imposte sostitutive;
  • sono ampliate le ipotesi di compensazioni di crediti d’imposta da effettuarsi mediante la presentazione del modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate. In merito a quest'ultima disposizione sono chiamati ad adempiere tutti i soggetti che utilizzano crediti in compensazione, sia i sostituti d'imposta che non titolari di partita IVA.
In particolare l'Agenzia delle Entrate chiarisce che, in riferimento ai “crediti maturati in qualità di sostituto d'imposta”, l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate sussiste anche per la presentazione dei modelli F24 che espongono la compensazione dei crediti tipici dei sostituti d’imposta, finalizzati, ad esempio, al recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute, del “bonus 80 euro” e dei rimborsi da assistenza fiscale erogati ai dipendenti e pensionati. 

Alla luce dell’emanazione della Risoluzione n. 110 del 31 dicembre 2019 da parte dell’Agenzia delle Entrate contenente i chiarimenti attuativi e la tabella con l’elenco dei codici tributo per la cui compensazione vige l’obbligo di presentazione del modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici, è necessario che l'adeguamento alle nuove disposizioni venga obbligatoriamente effettuato entro la scadenza del prossimo modello di pagamento (16 gennaio 2020).