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DECRETO-LEGGE 26 ottobre 2019, n. 124: le modalità di presentazione telematica delle deleghe F24 con compensazioni

Con l'entrata in vigore del Decreto Fiscale (D.L. 124/2019) cambiano nuovamente le regole per la presentazione telematica delle deleghe di pagamento F24 in cui risulti un credito da compensare.

Prima del Decreto Fiscale 2019
Ricordiamo che la previgente normativa prevedeva, ai sensi dell'art. 11, comma 2, del D.L. n. 66/2014, come modificato dall’ art. 7-quater, comma 31, del D.L. n. 193/2016
  • i modelli F24 a saldo zero potessero essere presentati esclusivamente utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel, oppure per il tramite di un intermediario abilitato che può trasmettere telematicamente le deleghe F24 in nome e per conto degli assistiti;
  • i modelli F24 con compensazione con saldo a debito, le modalità di compensazione fossero diverse a seconda che si trattasse di soggetti privati o titolari di partita Iva.
  • I titolari di partita Iva, a partire dal 24.4.2017, obbligo generalizzato di utilizzare le modalità telematiche dell'Agenzia delle Entra(Fisconline/Entratel) per i crediti relativi alle imposte dirette, IVA, IRAP, addizionali, imposte sostitutive, ritenute, crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi;
    I soggetti privati possono usare tutti i servizi telematici (Entratel/Fisconline, remote/home banking).
Dopo il Decreto Fiscale 2019

Con l'entrata in vigore del D.L. 129/2019 l'utilizzo dei canali telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate diventa obbligatorio sia per i titolari di partita iva che per i privati in caso di pagamento di modelli F24 con esposizione di un credito in compensazione, indipendentemente del saldo a zero o con debito.
Pertanto, nel suddetto caso, non sarà, dunque, più ammesso l’utilizzo dei servizi di home banking, remote banking o altri messi a disposizione da Banche, Poste, etc. per la trasmissione dei modelli F24 che presentino compensazioni di debiti e crediti.
L’obbligo riguarda anche i crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta per il recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute e dei rimborsi/bonus erogati ai dipendenti (ad esempio, i rimborsi da modello 730 e bonus 80 euro c.d. “bonus Renzi”).

Si attende ora di conoscere la decorrenza dell'operatività della nuova disposizione che, nel rispetto di quanto sancito dallo Statuto del Contribuente dovrebbe essere decorsi 60gg dalla data di pubblicazione in G.U. ovvero 27/12/2019

DECRETO-LEGGE 26 ottobre 2019, n. 124: ritenute e compensazioni in appalti e subappalti

Il DL 124/2019 (Decreto Fiscale) recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili all'art. 4 introduce novità in tema di appalto e subappalto.
La novità riguarda l'obbligo dei committenti, dal 1° gennaio 2020, a versare le ritenute fiscali sulle retribuzioni corrisposte al lavoratore direttamente impiegato nell’ambito della prestazione al posto delle aziende appaltatrici e subappaltatrici a cui hanno affidato i lavori.

Ritenute assoggettate all'obbligo
L'obbligo e' relativo a tutte le ritenute fiscali operate dall'impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici, nel corso di durata del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell'esecuzione delle opere o dei servizi affidati. 

Modalità e termini di versamento
L'importo corrispondente all'ammontare complessivo del versamento dovuto e' versato dall'impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici al committente con almeno cinque giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza del versamento stesso, su specifico conto corrente bancario o postale comunicato dal committente all'impresa affidataria o appaltatrice e da quest'ultima alle imprese subappaltatrici. 
Il committente che ha ricevuto le somme necessarie all'effettuazione del versamento lo esegue, senza possibilita' di utilizzare in compensazione proprie posizioni creditorie, in luogo del soggetto che ha effettuato le ritenute ed indicando nella delega di pagamento il codice fiscale dello stesso quale soggetto per conto del quale il versamento e' eseguito. 

Al fine di consentire al committente il riscontro dell'ammontare complessivo degli importi ricevuti con le trattenute effettuate dalle imprese, queste trasmettono tramite posta elettronica certificata al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all'impresa appaltatrice: 
  • a) un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell'esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell'opera o del servizio affidato, l'ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione ed il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di detto lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;
  • b) tutti i dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento necessarie per l'effettuazione dei versamenti di cui al comma 1; 
  • c) i dati identificativi del bonifico effettuato.
Nel caso in cui sia maturato il diritto a ricevere corrispettivi dall'impresa appaltatrice o affidataria, quest'ultima puo' allegare alla comunicazione inviata al committente la richiesta di compensazione totale o parziale delle somme necessarie all'esecuzione del versamento delle ritenute effettuate dalla stessa e dalle imprese subappaltatrici con il credito residuo derivante da corrispettivi spettanti e non ancora ricevuti.

Responsabilità del committente 
Il committente procede al versamento nelle modalità di cui sopra e ne è responsabili nelle more che l'appaltatore abbia correttamente eseguito la procedura di cui sopra.

I committenti sono responsabili per il tempestivo versamento delle ritenute effettuate dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici entro il limite della somma dell'ammontare dei bonifici ricevuti e dei corrispettivi maturati a favore delle imprese appaltatrici o affidatarie e non corrisposti alla stessa data, nonche' integralmente nel caso in cui non abbiano tempestivamente comunicato all'impresa appaltatrice o affidataria gli estremi del conto corrente bancario o postale su cui effettuare i versamenti o abbiano eseguito pagamenti alle imprese affidatarie, appaltatrici o subappaltatrici, inadempienti.

Responsabilità dell'appaltatore
In caso contrario le imprese appaltatrici e subappaltatrici restano responsabili per la corretta determinazione delle ritenute e per la corretta esecuzione delle stesse, nonche' per il versamento, senza possibilita' di compensazione, 
In tale situazione il committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall'impresa appaltatrice o affidataria vincolando le somme ad essa dovute al pagamento delle ritenute eseguite dalle imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera o del servizio, dandone comunicazione entro novanta giorni all'Ufficio dell'Agenzia delle entrate territorialmente competente nei suoi confronti. In tali casi e' preclusa all'impresa appaltatrice o affidataria ogni azione esecutiva finalizzata al soddisfacimento del credito il cui pagamento e' stato sospeso, fino a quando non sia stato eseguito il versamento delle ritenute.

Deroga al versamento diretto per le imprese appaltatrici e certificazione requisiti
Le imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici possono eseguire direttamente il versamento delle ritenute comunicando al committente tale opzione e allegando una certificazione dei requisiti, di cui sotto ,messa a disposizione delle singole imprese dall'Agenzia delle entrate mediante canali telematici 
  • a) risultino in attivita' da almeno cinque anni ovvero abbiano eseguito nel corso dei due anni precedenti complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo superiore a euro 2 milioni; 
  • b) non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi affidati agli agenti della riscossione relativi a tributi e contributi previdenziali per importi superiori ad euro 50.000,00, per i quali siano ancora dovuti pagamenti o per i quali non siano stati accordati provvedimenti di sospensione. 
Per le imprese appaltatrici o affidatarie e le imprese subappaltatrici di cui comma 1 del presente articolo, e' esclusa la facolta' di avvalersi dell'istituto della compensazione quale modalita' di estinzione delle obbligazioni relative a contributi previdenziali e assistenziali e premi assicurativi obbligatori, maturati in relazione alle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell'esecuzione delle opere o dei servizi affidati.

Lo SDI verifica l'erronea duplicazione di una fattura elettronica emessa


Con risposta all'interpello n. 395 del 7/10/2019 l'Agenzia delle Entrate chiarisce il "comportamento" del Sistema di Interscambio nel caso il contribuente trasmetta erroneamente due volte la stessa fattura.

Il caso esaminato
L'istante svolge attività di [...] e, a causa di un'anomalia tecnica del software impiegato per la gestione del processo di fatturazione elettronica, nel mese di gennaio 2019 ha erroneamente trasmesso tramite il Sistema di Interscambio diverse decine di fatture già emesse in formato cartaceo nel corso del 2017 e 2018, e per le quali aveva già provveduto ai relativi adempimenti IVA.

Parere dell'Agenzia delle Entrate

Premesso che lo SdI effettua le verifiche di unicità al fine di intercettare e impedire l'inoltro di un documento già trasmesso ed elaborato, nel caso prospettato dall'istante, tuttavia, lo SdI non poteva intercettare ed impedire l'errore consistente nel rinvio in formato elettronico di fatture emesse già in modalità cartacea nel corso del 2017 e 2018, quando ancora non era obbligatoria la fatturazione elettronica. 

L'errore del contribuente può ricondursi alle figure "simili" alle cause di "nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione" e, quindi, al fine di neutralizzare l'errato invio dei duplicati, l'istante può emettere in formato elettronico le rispettive note di variazione ex articolo 26 del d.P.R. n. 633 del 1972, riportando nel campo "causale" la dizione "storno totale della fattura per errato invio tramite SdI". 
Va da sé che laddove i duplicati delle fatture non hanno partecipato alle liquidazioni periodiche IVA del 2019, le note di variazione non possono costituire titolo per il recupero in detrazione dell'IVA a debito. 
Sarà altresì cura dell'istante informate i destinatari dei duplicati delle fatture che non abbiamo detratto l'IVA e dedotto il costo ivi rappresentato, che le note di variazione ricevute non devono partecipare alla liquidazione periodica né vanno annotate in contabilità, salvo l'obbligo di conservazione del documento ricevuto