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Patto di Quota lite ammesso per i CdL



di Bruno Olivieri

Forse non tutti lo conosceranno ma molto semplicemente il Patto di Quota Lite è un contratto tra professionista e cliente in base al quale le parti, in funzione di una prestazione professionale richiesta, stabiliscono che il compenso per lo svolgimento della prestazione viene calcolato in percentuale rispetto al risultato ottenuto e nel caso di esito negativo, non sarà dovuta alcuna parcella, eccetto per le spese vive sostenute il cui addebito o meno al cliente rimane di libera pattuizione tra le parti.

Questo accordo professionale era di gran lunga utilizzato nelle prestazioni degli Avvocati ma, a seguito della Riforma Forense 2013, ne è stato vietato il ricorso a riguardo delle loro prestazioni.


Una importante nota è quella che riguarda Consulenti del Lavoro e Professionisti operanti nell'ambito Amministrativo-Contabile per i quali è ammesso l'utilizzo del Patto di Quota Lite.

L'orientamento è stato recentemente confermato dalla Suprema Corte con la Sent. 18462 del 29/08/2014 con cui si è specificato che il divieto in merito a quanto disposto dall'art. 2233 del codice civile non fa riferimento alle professioni intellettuali in genere ma sancisce un divieto specifico in merito alle prestazioni rese dagli avvocati e praticanti abilitati.

Auto Aziendale e Obbligo Annotazione Conducente


di Bruno Olivieri

Il Ministero dei Trasporti, con la Circolare 15513/2014, sancisce, con decorrenza 3 Novembre 2014, l'obbligo di annotare sulla carta di circolazione il nome del soggetto cui sia stato concesso l'utilizzo del mezzo per un periodo superiore a 30 giorni.

Quest'obbligo ha chiaramente dei risvolti importanti per tutte quelle imprese che hanno affidato l'utilizzo delle proprie autovetture a dipendenti e amministratori o ad esempio in caso di leasing o locazione senza conducente.

In questo caso dev'essere inoltrata dall'utilizzatore (su cui ricade la responsabilità della comunicazione) un'apposita comunicazione alla Motorizzazione Civile che rilascerà un tagliando di aggiornamento della carta di circolazione ed aggiornerà gli archivi in base alla comunicazione effettuata.

La procedura per assolvere l'adempimento è la seguente:
  • Presentazione della domanda con allegata la delega del comodatario;
  • Ricevuta di pagamento imposta di bollo (euro 16,00)
  • Ricevuta di pagamento diritti di motorizzazione (euro 9,00)
  • In caso di più veicoli  è possibile presentare una sola domanda per tutti i nominativi e veicoli pagando imposta e diritti per ciascun veicolo
La comunicazione non risulta obbligatoria se i mezzi sono concessi in uso ai familiari conviventi che potranno richiedere, qualora necessario, l'indicazione del proprio nome sulla carta di circolazione.

Per le assegnazioni avvenute antecedentemente la data di decorrenza dell'obbligo non è previsto alcun obbligo anche se l'eventuale comunicazione è consigliabile comunque.

In caso di accertamento, che ricordiamo si limita alla mera verifica che il conducente sia riportato sulla carta di circolazione, il mancato adempimento prevede una sanzione amministrativa pari a euro 705,00 oltre il ritiro della carta di circolazione.


Licenziamento disciplinare mancato rispetto orario di lavoro


di Bruno Olivieri

Il licenziamento è la più grave delle sanzioni disciplinari che il datore di lavoro può infliggere al lavoratore per non avere ottemperato al rispetto dei propri doveri di diligenza, fedeltà e obbedienza nell'ambito del rapporto lavorativo.
La normativa vigente in materia (art. 7 L. 300/1970), come l'ormai consolidato orientamento giurisprudenziale unitamente alla contrattazione collettiva del lavoro, ripongono la legittimità del recesso per motivi disciplinari al rispetto dei termini sia procedurali che di sussistenza della gravità dell'evento tale da giustificare il recesso.

In merito al rispetto dei termini procedurali, il datore di lavoro, a rispetto del sopra citato art. 7 dello Statuto dei Lavoratori, ha obbligo di "pubblicità" del Codice disciplinare al fine di mettere a conoscenza i lavoratori "in maniera chiara e indiscutibile" dei termini del rispetto dei propri doveri e le relative sanzioni in caso di mancato rispetto.

La Suprema Corte, nella sentenza 18462 del 29/08/2014 in merito al licenziamento del lavoratore per non aver rispettato l'orario di lavoro, ha però rivisto l'interpretazione del precedente e rigoroso obbligo in materia di obbligo di affissione e pubblicità del codice disciplinare affermando che la sanzione relativa all'inosservanza dell'orario di lavoro non richiede la pubblicazione del codice disciplinare ai fini della procedibilità e legittimità del licenziamento.

Fonte: Sole 24 Ore