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Auto aziendale ad uso promiscuo: il trattamento fiscale dal 1 luglio 2020


I veicoli concessi ad uso promiscuo ai dipendenti e collaboratori costituiscono un vantaggio per il lavoratore che il Legislatore qualifica come "compenso in natura" ovvero come una "competenza" che, seppur priva di diretta manifestazione finanziaria (erogazione di una somma di denaro), si qualifica come tale in termini di minor costo per il dipendente (utilizzare autovettura senza sostenerne il costo diretto).

Premessa la qualificazione del fringe benefit "auto aziendale", il reddito (virtuale) derivante dall'utilizzo del mezzo per interessi extra aziendali viene per attrazione qualificato come da lavoro dipendente (o assimilato) scontando la relativa l'imponibilità previdenziale e fiscale.

L'art 51, comma 4, lett a) del Tuir indica che il valore imponibile del suddetto compenso in natura è determinato assumendo una misura percentuale (30%) dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale annua di 15.000 km, calcolato sulla base del costo chilometrico stabilito dalle tabelle ACI, al netto di quanto eventualmente trattenuto al dipendente.

La disposizione di cui all'art. 51 suddetto è stata rivisitata con la Legge di Bilancio 2020 all'art. 1 comma 632 che, per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a partire dal 1° luglio 2020, ai fini del calcolo, occorrerà considerare il grado di inquinamento del veicolo, espresso in termini di emissioni di CO2.

N.B. La tassazione attualmente in vigore pari al 30% continua ad applicarsi per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati fino al 30.06.2020.

Sostanzialmente per i nuovi contratti di affidamento dell'autovettura ad uso promiscuo con decorrenza 01/07/2020, ferma restando la percorrenza convenzionale di 15.000 km calcolata sulla base del costo chilometrico ACI, cambierà la percentuale da applicare nella determinazione della parte imponibile:
  • 25% per i veicoli con valori di emissione di CO2 fino a 60g/km;
  • 30% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 60g/km ma non a 160g/km;
  • 40% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160g/km ma non a 190g/km;
  • 50% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190g/km.
Dal 1 gennaio 2021, eccetto che peri i veicoli con emissioni di CO2 sino a 160g/km, per gli altri veicoli ci sarà un ulteriore incremento pari a:
  • 50% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160g/km ma non a 190g/km;
  • 60% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190g/km.

Ammortizzatori Sociali COVID-19: INL annuncia verifiche ammortizzatori sociali

Il D.L. 18 del 17 marzo 2020 (c.d. Cura Italia) e il D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. Decreto Rilancio) consentono ai datori di lavoro che hanno sospeso o ridotto l'attività in relazione all'emergenza sanitaria COVID-19 di accedere a specifiche misure di sostegno al reddito (cassa integrazione, indennizzi, ecc) e di derogare a disposizioni normative per ammettere al trattamento di integrazione salariale una platea più ampia di lavoratori.

A seguito della commissione centrale di programmazione della vigilanza del 10 giugno 2020 si evidenzia la necessità di attivare diffusi controlli sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche destinate agli ammortizzatori sociali con causale COVID 19, finalizzati anche a contrastare eventuali fenomeni elusivi o fraudolenti.

Si segnala che l’INPS ha rappresentato la necessità di avviare alcuni accertamenti urgenti che, come
di consueto, saranno attivati previa comunicazione all’ITL e successivamente rendicontati in Commissione Regionale.

Lo chiarisce l'INL con la circolare n. 532 del 12 giugno 2020, con la quale dispone i controlli per verificare la legittima fruizione degli ammortizzatori sociali da parte delle aziende e dei lavoratori interessati.

Per gli accertamenti riguardanti le aziende che hanno fatto richiesta di trattamenti di Cassa Integrazione Ordinaria, Fondo di Integrazione Salariale e Cassa Integrazione in deroga le verifiche saranno mirate a specifiche circostanze segnalate dall’INPS che porrà particolare attenzione nella legittima fruizione riguardo:
  • aziende operanti nei settori che non hanno subito interruzioni delle attività; 
  • aziende operanti in deroga alle misure restrittive previste dalla normativa emanata in relazione all'emergenza epidemiologica; 
  • aziende che hanno presentato domande di iscrizione, ripresa dell’attività, modifiche dell’inquadramento con effetto retroattivo in periodi immediatamente precedenti le richieste di trattamento delle varie forme di Cassa Integrazione; 
  • assunzioni, trasformazioni e riqualificazioni di rapporti di lavoro in periodi immediatamente precedenti le richieste di trattamenti delle varie forme di Cassa Integrazione; 
  • numero dei lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali ed eventuali esternalizzazioni; 
  • aziende/datori di lavoro che hanno collocato in smart working il personale e richiesto l’erogazione di ammortizzatori sociali; 
  • aziende che non hanno comunicato all’INPS la ripresa, anche parziale, dell’attività lavorativa.

Il rapporto a tempo determinato alla luce delle deroghe di cui alla L. 27/2020 e del D.L. 34/2020


In relazione alle esigenze dettate dall'emergenza sanitaria per Covid-19, il Legislatore ha ritenuto opportuno garantire maggiore flessibilità nell'utilizzo dei rapporti a tempo determinato.

Ricordiamo che i rapporti a tempo determinato sono stati "attori" delle recenti riforme di cui al Codice dei Contratti (D.Lgs 81/2015) e del Decreto Dignità (L. 96/2018).

Tornando alle "deroghe" che il Legislatore ha concesso nell'utilizzo della suddetta tipologia contrattuale, possiamo riassumerle come di seguito:

Deroghe concesse ex art. 19-bis L. 27/2020 (Testo coordinato DL 18/2020) In materia di accesso agli ammortizzatori sociali e rinnovo dei contratti a termine (quelli entro la data del 25 marzo 2020)
  • deroga art 20, comma 1, lettera c) D.Lgs 81/2015
L'apposizione di un termine alla durata di un contratto di  lavoro subordinato non e' ammessa (...) presso unita' produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a tempo determinato;
  • deroga art 21, comma 2 D.Lgs 81/2015
Qualora il lavoratore sia riassunto a tempo determinato entro dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a sei mesi, il secondo contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato;
  • deroga art 32, comma 1, lettera c) D.Lgs 81/2015
Il contratto di somministrazione di lavoro e' vietato (..) presso unita' produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro;

Deroghe concesse ex art. 93 D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio) in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine (in essere alla data del 23 febbraio 2020 e fino al 30 agosto 2020
  • deroga all'articolo 21 D.Lgs 81/2015 (modificato dalla L. 96/2018)
Il contratto può essere rinnovato solo a fronte delle condizioni di cui all’articolo19, comma 1. Il contratto può essere prorogato liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente, solo in presenza delle condizioni di cui all’articolo 19, comma 1.

Alla luce di quanto sopra riportato potremmo quindi dire che la gestione delle eventuali proroghe o rinnovi dei rapporti a tempo determinato rientranti nelle fattispecie di cui sopra(ovvero rientranti nella deroga) dovrà avvenire ai sensi di due diverse disposizioni derogatorie a seconda del caso aziendale cui ci troviamo di fronte:
  1. proroga di rapporti a termine per cui non sono ancora scaduti i 12 mesi di acausalità ma l'azienda è in regime di sospensione/riduzione oraria: proroga ammessa ex art. 19-bis L. 27/2020 (anche oltre il 30 agosto se i 12 mesi di acausalità vanno oltre);
  2. proroga di rapporti a termine per cui sono scaduti i 12 mesi di acausalità e l'azienda è in regime di sospensione/riduzione oraria: proroga ammessa ex art. 19-bis L. 27/2020 ed ex art. 93 D.L. 34/2020 (non oltre il 30 agosto);
  3. rinnovo di rapporti a termine (per motivazioni inerenti la "ripresa dell'attività"): rinnovo ammesso ex art. 93 D.L. 34/2020 (non oltre il 30 agosto).

Dott. Bruno Olivieri
Consulente del Lavoro in Pescara
(Studio Commerciale Olivieri)